Sabato 10 Dicembre

La fantastica storia di Monica Contrafatto: la bomba in Afghanistan, la gamba amputata e quel sogno realizzato a Rio

La storia di Monica Contrafatto, soldato dell’esercito ferita in Afghanistan e adesso sul podio delle paralimpiadi a Rio de Janeiro

Quattro anni fa ha visto la morte con gli occhi Monica Contrafatto, siciliana di Gela, Caporale Maggiore dell’Esercito – Primo Reggimento Bersaglieri: aveva appena 31 anni quando, a marzo del 2012, si trovava in Afghanistan per la sua seconda missione. “La mia più grande passione. Siamo là per aiutare, l’ultima cosa che usiamo sono le armi. Gli abitanti ci hanno salvato la vita in certe situazioni. Ho negli occhi quei bimbi meravigliosi. Gli dai una boccetta d’acqua e sembra gli regali il mondo. Nel sorriso che ti fanno è dentro il loro cuore“. Ma quel giorno la base italiana fu attaccata e le schegge di una bomba colpirono Monica a una gamba, all’arteria femorale, all’intestino e a una mano. La gamba destra è stata amputata, l’arteria femorale cambiata con la vena safena, l’intestino tolto per mezzo metro, per la mano è stato utilizzato un osso della gamba. In mezzo anche un’embolia polmonare. Il sergente Michele Silvestri, vicino a lei all’avamposto Ice, è morto per quei colpi di mortaio, lasciando moglie e un figlio di otto anni.

Dopo pochi mesi, Monica era ancora in ospedale a fare riabilitazione, a imparare a convivere con le protesi, a guardare la sua vita futura con una sola gamba reale e un’altra da montare e smontare in base alle esigenze. In una di quelle sere in ospedale Monica guardava la TV e si incantava di fronte all’impresa di Martina Caironi, che alle Paralimpiadi di Londra vinceva i 100 metri con una gamba sola. “Lì ho iniziato a sognare, volevo diventare come lei, magari batterla“. Ha iniziato a correre, le due sono diventate amiche e ieri sera a Rio de Janeiro Monica ha vinto il Bronzo su un podio tutto italiano, con il bis d’oro di Martina. Bellissima la sua esultanza dopo il traguardo. “Mi sembra un sogno essere qui, ancora non ci credo – confessa la Contrafattobellissimo vincere insieme a Martina, sembra un film“.

Un film che è diventato realtà, grazie soltanto alla sua grande forza di volontà. Emozioni paralimpiche uniche, perchè la vita si nutre proprio di questi sogni e di queste passioni. E per Monica non è certo finita qui…