Venerdi 2 Dicembre

Pietro Mennea, una vita di traguardi

Pietro Mennea è stato il primatista mondiale dei 200 metri dal 1979 al 1996 con il tempo di 19″72, un record che ancora resiste a livello continentale

La fatica non è mai sprecata: soffri ma sogni

Era il 28 giugno 1952 quando nasceva a Barletta il terzo dei cinque figli di Salvatore Mennea, sarto, e di Vincenza Misuriello, casalinga. Avrebbe 64 anni il grande campione olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980 e primatista mondiale della specialità dal 1979 al 1996 con il tempo di 19″72 che, oggi, costituisce il record europeo. Sarà per la tenacia che ha contraddistinto l’atleta e l’ uomo,  sarà per quella personalità complessa, sarà il sud,  terra particolare, sarà che arrivare ad essere cio’ che ha rappresentato Pietro Mennea nello scenario nazionale è qualcosa di straordinario: un profilo perfetto dello sprinter più veloce e più caparbio che l‘Italia abbia mai avuto. Quell’uomo che continua ancora oggi a battersi, a riproporsi, proprio come quando gareggiava,ad essere presente costituisce una leggenda perenne  che l’Italia non dimenticherà mai. Perché si è campione quando il tuo ricordo vive e vivrà per sempre. Non si diventa campioni se non si è prima uomini e Pietro è stato un grande uomo e un grande educatore; ha insegnato educazione fisica, è stato curatore fallimentare,  euro deputato a Bruxelles dal 1999 al 2004 e commercialista.

Si laureò a Bari una prima volta in scienze politiche e come se non bastasse conseguì poi anche le lauree in giurisprudenza, scienze motorie e sportive e lettere. Italian athlete Pietro Mennea crosses thPietro è stato un uomo che di sacrifici ne ha fatti molti perchè ad ogni obiettivo corrispondeva un traguardo.  Si presagiva qualcosa di particolare già da bambino, qualcosa di diverso per lo studente più veloce della Ragioneria di Barletta; la normale routine del ragazzino di provincia si caratterizzava per le continue sfide con gli altri coetanei, a scuola tra i banchi, sulle strade, all’oratorio,  sfidava in corsa i “macchinoni” dei ragazzi più ricchi, tutte sfide che con il passare degli anni ha trasferito in piste di atletica di tutto il mondo.

La storia di Pietro Mennea sembra caratterizzata dai traguardi per completarli, goderseli e proiettarsi subito a nuove sfide. Nel 1979 Mennea, studente di scienze politiche, prese parte alle Universiadi che si disputavano sulla pista di Città del Messico. Il tempo di 19″72 con cui vinse i 200 metri piani costituì il nuovo record mondiale: esso resistette per ben 17 anni, fino ai trials statunitensi per le Olimpiadi del 1996, quando Michael Johnson fermò il cronometro sul tempo di 19″66. Questi gli ingredienti determinanti di una gioventù vissuta all’aperto, che ci riporta indietro con gli anni e per un attimo fa pensare alla frenesia odierna che forgia in modo diverso i giovani di oggi. Tempi e  gioventù diverse sicuramente ma  ingredienti genuini e romantici che hanno dato vita all’unicità di un personaggio, che ha costruito la sua vita intorno ai sacrifici al sudore e alla voglia di andare sempre avanti, e correre per se stesso per un traguardo migliore senza mami fermarsi alle minime difficoltà. Ma anche una guida può aiutarti e cambiarti la vita ripeteva sovente Pietro Mennea e per lui la figura centrale è statal Prof. Autorino, avvocato senza toga, professore di educazione fisica in grado di forgiare colui che da lì a breve sarebbe diventato per gli sportivi italiani la “freccia del sud” e facendo impazzire un’intera nazione.

mennea_pietroIl prezzo da pagare per un giovanotto pieno di sogni è molto alto, le uscite con gli amici, le donne, il divertimento che accompagna l’adolescenza posto in quell’epoca ai sacrifici, alle rinunce. Quell’uomo ha deciso di vivere così Mennea è anche l’unico atleta a essersi qualificato per quattro finali olimpiche consecutive, dal 1972 al 1984. Pietro Mennea vinse tre medaglie olimpiche (un oro a Mosca e due bronzi), due medaglie ai mondiali (un oro e un argento), sei medaglie agli europei (tre ori, due argenti e un bronzo), un oro agli europei indoor, cinque ori e due bronzi alle universiadi e cinque ori ai giochi del Mediterraneo; un mito che nonostante gli anni è ancora presente tra noi, volto a terra e  immensa concentrazione, lontano dagli affetti familiari e  lontano da tutti, occhi rivolti al traguardo e la fatica di chi corre verso un sogno infinito.