Mercoledi 7 Dicembre

Alfa Romeo, Abarth e Fiat: storia delle auto italiane che saranno al Goodwood Festival of Speed

Alfa Romeo, Abarth e Fiat sono le pietre miliari del Goodwood Festival of Speed; ecco la  storia maestosa e imponente dei marchi italiani 

Al Goodwood Festival of Speed di quest’anno saranno presenti le auto del passato che hanno caratterizzato la motoristica italiana. Marchi come Alfa Romeo Giulia TI Super, 1750 GT Am, 33 TT 12 e 33.3 litri Le Mans; 124 Abarth Rally Gr. 4 e la Fiat S 61 Corsa.

alfa romeo giulia ti superAlfa RomeoGiulia TI Super” del 1963 (112 cv e 190 km/h), è la più rara e prestigiosa tra le berline.
La versione “ready-to-race“, è realizzata in 501 esemplari, in tinta “Biancospino“. Ha l’emblema del Quadrifoglio sulle fiancate e sul cofano del bagagliaio ed ha la carrozzeria “snellita” per migliorare ancora di più le prestazioni. La TI Super è particolarmente adatta per le corse su strada: non a caso nel suo palmares si annovera, di successi significativi come: la vittoria di classe al “Tour de France Auto” del 1963. Al termine della loro lunghissima carriera commerciale, le vetture della serie Giulia superano il milione di esemplari prodotti.

L’Alfa Romeo 1750 GT Am del 1970 ha quattro fari rotondi, un profilo rialzato e molto aggressivo, e grandi passa-ruota: queste sono le caratteristiche all’interno dello spirito tecnologico della serie “Alfa Giulia GTA“.
Il nome GT Am si riferisce alla versione venduta sul mercato nord-americano, infatti Alfa Romeo impiegava la versione 1750 GTV con iniezione come modello per l’omologazione negli USA. La  GT Am è alimentata da una iniezione meccanica Spica o Lucas, sprigionava una potenza fino a 220 CV a 7200 g/min dal suo motore da 2 litri. La sua carrozzeria era in lamiera d’acciaio ma si riuscì a realizzare una riduzione del peso di 150 kg su 900 grazie all’utilizzo di pannelli laterali e posteriori in plastica. Grazie a questo espediente furono raggiunti spettacolari risultati: nel 1970 vittoria del Campionato Europeo Turismo con l’olandese Hezemans e nell’anno successivo il primo posto nella categoria costruttori. Piloti come de Adamich, Facetti e Vaccarella riuscirono a valorizzare tutto il potenziale dell’auto, che poteva erogare fino a 240 CV a 7500 g/min e sfrecciare a 230 km/h, sfidando persino la BMW CSL da 3 litri o leFord Capri e le  Chevrolet da 5 litri. Alla 24 Ore di Spa nel 1970 tre Alfa Romeo GT Am si posizionarono dietro una BMW Alpina da 3 litri. Esistono però solo 40 esemplari. 

Alfa Romeo 33 TT 12Alfa Romeo 33 TT 12 ha debuttato nel 1973 alla “1000 Km di Spa-Francorhamps“, quando il Campionato Mondiale Marche aveva un periodo di popolarità e impegno da parte dei  più prestigiosi costruttori.
La denominazione “33“, portata al debutto nel 1967, è leggendaria; la sigla “TT” significa “Telaio Tubolare” (derivato dalla precedente 33 TT3 con motore 8v) e “12è il numero dei cilindri del propulsore boxer di tre litri in grado di superare la soglia dei 500 CV e la velocità di 330 km/h. Alle novità della meccanica si aggiungerà una carrozzeria dall’aerodinamica inconsueta e dall’estetica inconfondibile, caratterizzata da due pinne laterali e dal vistoso “periscopio” con la presa d’aria dell’alimentazione.
L’annata 1973 è dedicata allo sviluppo della nuova Sport Prototipo. Nel 1974 la 33tt12 inizia a cogliere i primi successi. Sarà il 1975 l’annata d’oro: i migliori piloti dell’epoca portano le vetture a dominare sette delle otto gare in calendario, conquistando così l’ambito Mondiale Marche, il quarto alloro assoluto nella storia dell’Alfa Romeo. Piloti come Andretti, Bell, Brambilla, Ickx, Lafitte, Mass, Merzario, Pescarolo, Scheckter, Stommellen e Vaccarella sono gli eroi del marchio italiano.

Alfa Romeo 33.3 litri Le Mans è l’evoluzione della precedente versione a “2 litri”: il motore è un 8 cilindri a “V” di 2998 cc, a 4 valvole e a iniezione indiretta e sviluppa 400 cv a 8000 giri/min, mentre la trasmissione è a sei rapporti. Il telaio è a scocca portante formato da pannelli di alluminio e titanio, con un passo praticamente invariato rispetto alla 33.2. La velocità massima raggiunge i 330 km/h, e sarà la versione del 1971 quella che raccoglierà i maggiori successi, tra cui la vittoria alla Targa Florio con Vaccarella-Hezemans.

124 Abarth Rally Gr. 4124 Abarth Rally Gr. 4 del 1975 (rispetto alla Fiat 124 Sport Spider da cui deriva), ha un propulsore più potente, un peso più contenuto grazie al tetto e ai cofani in vetroresina e alle porte in alluminio, un considerevole irrobustimento strutturale e meccanico e l’introduzione di sospensioni indipendenti tipo Mac Pherson al ponte posteriore, oltre a nuovi particolari legati all’uso sportivo come i cerchi in lega leggera, il roll bar, l’hard top fisso ed i sedili avvolgenti.
Elaborata presso il reparto corse dell’Abarth, la vettura fa il suo debutto nella stagione sportiva 1972 con la discesa in campo ufficiale della “Squadra Corse Fiat” e diventando la vettura di punta del Gruppo fino al 1975, per essere sostituita l’anno successivo dalla 131 Abarth Rally.
È equipaggiata con un motore da 1756 cc da 200 CV di potenza, raggiunge una velocità massima di 170 km/h, a seconda dei rapporti al cambio: Tra le vittoria si ricorda le due al Campionato Europeo Rally 1972 e con Maurizio Verini nel 1975 e il piazzamento al 2º posto della classifica costruttori per quattro stagioni consecutive, dal 1972 al 1975.

Fiat S 61 Corsa del 1908 costituisce la derivazione sportiva dell’omonima granturismo costruita dalla stessa casa italiana ed era in grado di raggiungere la ragguardevole velocità per l’epoca di 150 Km orari. Dotata di telaio alleggerito, motore 4 cilindri di 10 litri di cilindrata a valvole in testa, la vettura prende parte a numerose corse negli USA dal 1908 al 1912 conseguendo importanti piazzamenti. Tra questi sono da ricordare il primo e terzo posto al Gran Premio d’America a Savannah nel 1908 realizzati da Louis Wagner e Felice Nazzaro, il terzo posto alla 500 Miglia di Indianapolis nel 1911, la vittoria al circuito di Santa Monica nel 1912 con Tedzlaff e quella del Gran Premio d’America dello stesso a Milwaukee, conquistata da Bragg.