Domenica 4 Dicembre

Supporters Trust: quando il tifo salva la società

LaPresse/Spada

Supporters Trust, azionariato del calcio: il futuro delle società nelle mani dei tifosi

In un momento storico che vede prendere le redini e il comando delle squadre di calcio, italiane e non, da parte di tycoon, sceicchi e principi che nulla hanno a che fare con la storia delle squadre di cui diventano i boss, qualcosa sembra muoversi anche dal basso. In Italia, mentre indonesiani, cinesi e americani si impadroniscono di team calcistici, fungendo da padri – padroni assoluti, si sta facendo contemporaneamente largo un movimento di azionariato popolare che in molti casi ha salvato realtà calcistiche a un passo dal collasso. Azionariato popolare o “supporters trust”. Alla base di tutto questo c’è una forte idea: una società sportiva è sempre e comunque il simbolo di una città. E per mantenere intatti i valori di società e di città, occorre qualcosa che si erga ad argine, per contenere e difendere, ma anche per evitare esondazioni. Il collante fra il vecchio (la tradizione, la storia, le abitudini, i valori) e il nuovo (gli investimenti, le novità, il business) potrebbe essere garantito proprio da questi supporters trust. Di cosa si tratta? L’esempio più facile e più riconoscibile di questo tipo d azionariato popolare è il Barcellona. Nei primi anni novanta in Spagna, quasi tutti i club sono stati obbligati a diventare società sportive per azioni. Il Barcellona ha oggi 170.000 soci. Che sono i veri padroni del club catalano. Ma esistono esempi anche tricolori di questo azionariato dove la partecipazione diretta è sinonimo di mantenimento e continuità di identità storica, culturale e sociale non solo del club ma anche della città e della realtà che rappresenta. “Sosteniamo l’Ancona”, associazione di tifosi, 1100 soci, a impedire che un domani arrivi qualcuno da chissà dove, si impossessi della società, e ne faccia un uso troppo personale. Ma anche !Noi siamo il Derthona”, l’”ASD Ovidiana” e il “Cava United”. È un modo diverso di vedere, seguire, partecipare al mondo sportivo. È l’innovazione che parte dal basso. Il caso in cui l’unione fa la forza. E ci sembra che sia una cosa fantastica. Perché garantisce, banalmente, che alcune cose, alcune caratteristiche del club di appartenenza, rimangano delle costanti fisse anche con lo scorrere del tempo. Per evitare che, come è già successo, possano essere cambiati o modificati stemmi, colori, maglie della squadra. Il potere ai tifosi, dunque. Che dagli spalti entrano nelle assemblee degli azionisti. Suonando tamburi di guerra nel caso in cui non vengano rispettate le antiche leggi che formano il DNA di un team e che arrivano e derivano proprio dalla realtà cittadina a cui proprio tifosi e squadra appartengono. Azionariato popolare. Supporters trust. Chiamatelo come volete. Ma forse il futuro del calcio è proprio questo. Ed è nato dal basso. Dal tifo vero. Sano. Appassionato. Sempiterno.