Martedi 6 Dicembre

Pantani, finalmente la verità su Madonna di Campiglio: adesso restituitegli quel Giro!

Dopo 16 anni da quel maledetto 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio spunta una clamorosa intercettazione che conferma sospetti e indiscrezioni già ampiamente documentati sull’episodio che ha privato il mondo dello sport di uno dei suoi più grandi campioni: Marco Pantani

Marco Pantani (4)Una clamorosa intercettazione svelata dalla Gazzetta dello Sport in edicola oggi, con un’inchiesta di Francesco Ceniti, conferma i sospetti e le indiscrezioni degli ultimi anni: il 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio Marco Pantani era pulito, il suo ematocrito era in regola e non aveva fatto utilizzo di alcuna sostanza dopante. Probabilmente il test sul suo sangue venne alterato ad hoc: con queste modalità la camorra riuscì a sbarazzarsi del “Pirata” incassando così miliardi di vecchie lire nei circuiti delle scommesse clandestine.

I sospetti, le ipotesi, il complotto della camorra per le scommesse clandestine

LAPRESSE

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I camorristi, probabilmente, puntavano sulla vittoria di Ivan Gotti o di Paolo Savoldelli, che erano quotato alle stelle visto che quel Giro Pantani l’aveva già vinto sin dalla prima settimana. Un giro dominato, 4 tappe vinte, oltre 5 minuti di distacco dai rivali (Gotti e Savoldelli) prima dell’ultima tappa, quella che partiva da Madonna di Campiglio appunto. Marco era il più forte, non aveva alcun bisogno di “aiutini” per dimostrarlo e per vincere quello che sarebbe stato il suo secondo Giro d’Italia consecutivo, e l’avrebbe lanciato anche da super-favorito per il secondo Tour de France dopo il trionfo in giallo a Parigi nel 1999. Invece dopo quell’episodio Marco non è più riuscito a rialzarsi, ci ha provato nel 2000 ed è stato l’unico a far tremare Lance Armstrong sulle strade francesi, ma il mondo del ciclismo non l’ha mai più accolto e coccolato come avrebbe dovuto fare con quello che è stato uno dei più grandi campioni della storia di tutti gli sport.

pantaniA svelare l’intreccio tra la criminalità organizzata, le scommesse clandestine e il Giro d’Italia era già stato Renato Vallanzasca, condannato a 4 ergastoli: nella sua biografia il boss della banda della Comasina racconta che un detenuto durante la sua permanenza in carcere in quelle settimane gli aveva consigliato di scommettere tutto quello che aveva sul fatto che Pantani non avrebbe vinto quel Giro d’Italia. Vallanzasca seguiva il ciclismo da appassionato e faceva notare al suo interlocutore che la cosa sembrava per logica impossibile. Il tale, gli rispondeva: “stai tranquillo, non arriva a Milano“. “Bisognerebbe sparargli“, gli rispondeva Vallanzasca… “Non so come, ma il Pelatino non arriva a Milano. Fidati. Se vuoi ti presto io i soldi, se perdi non mi devi nulla. Perchè lo faccio? Sei Vallanzasca…“.

La nuova clamorosa intercettazione che conferma i sospetti

I Funerali di Pantani - Foto Pasquale Bove/Lapresse

I Funerali di Pantani – Foto Pasquale Bove/Lapresse

Nel 2014 Vallanzasca, ospite in una trasmissione televisiva, rilascia qualche informazione in più, che fa riaprire il caso:  il boss viene nuovamente interrogato ed escono fuori due nomi. I carabinieri interrogano queste persone, ma non riescono ad ottenere nulla. Fortunatamente, uno dei due, tenuto sotto controllo per un’altra inchiesta, viene intercettato mentre confida ad una persona fidata: “certo che la storia di Vallanzasca è vera, pensavo fosse un uomo d’onore invece è un pezzo di mer…Parlare con i carabinieri…“. Il succo della conversazione è che Pantani non doveva finire quel Giro, e il clan aveva trovato un modo “indolore” per raggiungere il proprio obiettivo.

Marco Pantani (6)La Procura di Forlì ha riaperto il caso, ha sentito Gotti, Savoldelli, direttori sportivi e tanti altri che avevano vissuto quelle settimane al Giro d’Italia. Sul 5 giugno a Madonna di Campiglio sono emerse tante incongruenze sospette. Tra gli interrogati anche i tre medici e l’ispettore che effettuarono il prelievo del sangue su Pantani: tutto si focalizza su quei minuti e quel controllo “alterato”. Il procuratore Sottani ha parlato espressamente di un’ipotesi, la desplasmazione del sangue, che potrebbe essere stata usata per alzare l’ematocrito del Pirata ed escluderlo dalla corsa nonostante fosse in regola. In base alle indagini dei Carabinieri, un testimone-chiave avrebbe subito anche pesanti minacce.

Restituite a Marco il Giro del 1999

L’inchiesta continua, intanto inizia ad emergere una verità che non ci potrà restituire il Pirata ma almeno potrà far luce definitivamente su una vicenda tra le più tristi della storia del ciclismo. E del Giro d’Italia, che adesso dovrebbe come minimo restituire a Marco Pantani il Giro d’Italia del 1999.