Mercoledi 7 Dicembre

22/1/88 – Tyson vs Holmes, ad Atlantic City una lezione di boxe: “mai prendersi gioco di Mike”

ACTION IMAGE/LAPRESSE

Una delle sfide più belle di Mike Tyson. Il match contro Larry Holmes ad Atlantic City

Siamo nel 1988. È il 22 gennaio e c’è il sole ad Atlantic City. Ma a nessuno sembra davvero importare un granchè. Il perché è presto detto: questo è il giorno in cui Larry Holmes sfiderà, sul ring del Trump Plaza Hotel and Casino, il campione in carica dei pesi massimi, “the undefeated, undipsputed heavy weight champion of the world, Iron Mike Tyson”.  Larry Holmes ha 38 anni, Mike Tyson ne ha 21. Larry sa boxare. Larry ha fatto da sparring ad Ali quando Ali preparava il match contro Foreman. Larry ha battuto Ali diventandone il successore sul regno dei massimi. Tyson difende per la quinta volta il suo titolo. Tyson pesa 100 chili. Tyson scalpita. Larry Holmes ha tecnica. Tyson ha rabbia. Nella prima ripresa Mike attacca a testa bassa, ma Holmes lo allontana con il jab e poi lo spinge via, cercando nel frattempo di legare. In pratica, Holmes sta cercando di portare Mike Tyson oltre la prima ripresa. Cercando nel frattempo di non finire al tappeto. Holmes boxa andando indietro, come solo i grandi pugili sanno fare. E nell’andare indietro schiva con eleganza i colpi di Iron Mike. Tyson dal canto suo insegue il tecnico Holmes in ogni angolo del ring cercando di portare a segno i suoi terribili colpi. Larry conosce tutti i trucchi e sa come si fa a stare sul ring. Fare da sparring per Ali e Frazier serve sempre nella vita. E nella seconda ripresa Holmes inizia a colpire Tyson con il diretto destro. Nessuno lo aveva mai fatto prima. Nessuno aveva mai osato tanto. Holmes, da grande mestierante del quadrato, non permette a Tyson di fare la boxe che vorrebbe. E intanto il tempo passa. E la seconda ripresa finisce. Terza ripresa. Holmes ha la guardia molto bassa. E tiene lontano Tyson con colpi singoli. Legando poi successivamente. Holmes colpisce e rientra. Tyson cerca di avvicinarsi a Holmes prendendo il tempo sul jab dello sfidante. In questa ripresa inizia qualche scaramuccia verbale fra i due. Tyson invita Holmes a farsi sotto. Holmes abbassa la guardia come in segno di sfida. I secondi passano. E arriva il momento che deciderà il match. Alla fine della terza ripresa Tyson colpisce Holmes con un gancio sinistro quando la campana è già suonata. Holmes non prende assolutamente bene la cosa. Grida a Mike di essere scorretto. E gli punta il guantone contro. In questo momento l’incontro prende una deriva mentale inaspettata. Si pensava fosse Tyson a non dover cadere nelle trappole mentali dell’esperto Holmes. E invece… E invece è Holmes che perde la testa a causa di questo colpo fuori tempo di Mike. Quando inizia la quarta ripresa Larry Holmes inizia a danzare sul ring come faceva il miglior Ali, deridendo in questo modo il campione Tyson. Vuole umiliarlo. Sembra,  improvvisamente, di assistere a un altro incontro. Holmes balla, elegante, danzando intorno a Tyson e colpendolo con dei diretti che Mike nemmeno vede. È una boxe d’altri tempi quella che sta mettendo in mostra Holmes; una boxe d’altri campioni. Braccia giù. Guardia provocatoria. Ma bisogna stare molto attenti a prendere in giro Iron Mike. Molto. Perché Mike è uno che certe cose non le tollera. È un delitto di lesa maestà quello a cui stanno assistendo gli spettatori in questo 4° round. Mike lo sa. E la cosa non gli va affatto giù. Così, a un certo punto, quando al vecchio Holmes finisce il fiato e resta fermo per un attimo in più a centro ring, ecco partire un destro di Tyson che atterra, devastante, sul volto dell’immobile Larry. Il rumore del pugno di Tyson quando si scontra con la faccia di Holmes mette i brividi ancor oggi. Holmes rimane come in stallo per un tempo infinitesimale, poi, come una quercia abbattuta da un fulmine, crolla verticalmente a tappeto. La luce si spegne. Da qui in poi è inutile agonia. Alla fine, un altro destro di Tyson, micidiale, metterà fine al supplizio dell’orgoglioso Larry Holmes. È Game Over. Non bisogna mai prendere in giro Iron Mike. Non è una scelta intelligente.