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La sua partecipazione al Festival di Sanremo 2020 è stata accompagnata da feroci polemiche, alimentate tra l’altro anche dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervenuto per sottolineare come il palco dell’Ariston non vada usato “per fare comizi”.

Non toccherà temi politici Rula Jebreal, giornalista palestinese conosciuta dalla tv italiana, ma si occuperà di un tema caro a molti, ovvero la violenza contro le donne, cimentandosi in un lungo e toccante monologo. Non basterà questo per rabbonire la destra italiana, che non vede positivamente la reporter 47enne per le sue posizioni pro-Palestina, utili per attirarle strali e critiche in vista della sua partecipazione al Festival di Sanremo. 

Nata ad Haifa, Rula Jebreal vive un’infanzia difficile, caratterizzata dal suicidio della madre dovuto ad una serie di violenze subite dai 13 ai 18 anni. Imam a Gerusalemme invece il padre, che le permette negli anni Novanta il trasferimento della figlia in Italia, reso possibile da una borsa di studio con la quale Rula si diploma in fisioterapia a Bologna. Da lì a poco comincia la carriera giornalistica, occupandosi di politica estera. Il suo attivismo per la causa palestinese le permette di arrivare in tv agli inizi degli anni Duemila, strappando un contratto con La7. Conduce inizialmente l’edizione notturna del tg, poi raggiunge la notorietà collaborando nel programma Annozero insieme a Michele Santoro.

Famosa non solo per la sua carriera giornalistica, Rula Jebreal finisce sulla bocca di tutti anche per la relazione con il regista americano Julian Schnabel, formando una coppia raccontata dai tabloid americani. Il rapporto tra i due termina dopo alcuni anni, dopodiché Rula si sposa con il banchiere americano Arthur Altschul Jr, prima di divorziare definitivamente. Invitata sul palco dell’Ariston da Amadeus, Rula ha dichiarato in conferenza stampa che donerà il 50% del suo compenso a Nadia Murad, attivista irachena yazida rapita e stuprata dall’Isis.

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