Il Presidente Mattarella riceve le azzurre del calcio, il discorso è da applausi: “non so chi vincerà, ma…” [GALLERY]

  • Paolo Giandotti/Ufficio Stampa Quirinale/LaPresse

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra le azzurre del calcio dopo l’eliminazione dai Mondiali di Francia 2019

A poco meno di una settimana dalla sconfitta contro l’Olanda ai Mondiali di calcio femminile, le azzurre hanno fatto visita oggi al Presidente della Repubblica. Una maglia col numero 1 ed il cognome scritto sulle spalle ed un pallone con le firme di tutte le calciatrici, questi i regali per Sergio Mattarella, che aveva incontrato le azzurre anche prima della loro partenza per la rassegna iridata.

Un incontro bellissimo e speciale, col Presidente che ha elogiato le nostre atlete: “non so chi vincerà tra Stati Uniti e Olanda, ma so di certo che voi il Mondiale lo avete vinto qui in Italia“, ha affermato.

Non tocca a me decidere le forme in cui si esprime il calcio, anche se non posso fare a meno di sottolineare come sia del tutto irrazionale e non accettabile una diversa condizione tra calcio maschile e calcio femminile“, ha affermato poi il Presidente sul professionismo nel calcio rosa.

Un discorso lungo e vasto, quello di Mattarella,che è entrato nel cuore di tutte le atlete azzurre:

Benvenute al Quirinale! Ringrazio il presidente del Coni, il presidente della Federazione, la direttrice tecnica e la capitana. Ho chiesto di incontrarvi per farvi i complimenti e ringraziarvi. Farvi i complimenti perchè avete disputato un Mondiale magnifico – come più volte ho potuto constatare di persona, seguendovi – non soltanto per i risultati, che sono stati importanti, ma per il gioco che avete espresso. Ringraziarvi perchè vi ha seguito l’intero Paese; siete state un momento di aggregazione per il nostro Paese, che ne ha bisogno. E aver contribuito a far sentire il Paese unito, anche per un evento sportivo – del resto importante – è un bel risultato. Non mi è stato possibile seguire tutte le vostre partite, ma ne ho viste diverse: ho visto la prima, con l’Australia, quella con il Brasile e quella con la Cina.

Non mi è stato possibile vedere quella con l’Olanda; forse è stato meglio, ma ho saputo che alla fine, dopo quell’incontro, vi è stato qualche momento di sconforto. Lo capisco bene perchè le energie per continuare c’erano. Però, davvero, vorrei dirvi che non sappiamo chi vincerà questo Mondiale – tra le americane e le olandesi – ma voi il Mondiale lo avete vinto qui, in Italia, avete conquistato la pubblica opinione, avete acceso i riflettori in maniera non più revocabile sul calcio femminile.

Non tocca a me decidere le forme in cui si esprime il calcio, anche se non posso fare a meno di sottolineare come sia del tutto irrazionale e non accettabile una diversa condizione tra calcio maschile e calcio femminile, che ha dimostrato, tra l’altro, fornendo un contributo prezioso di ossigeno al gioco del calcio del nostro Paese, di avere un livello tecnico di grande qualità, e vorrei aggiungere – senza polemiche con nessuno – anche con molto minore ricorso agli infingimenti che vi sono spesso negli incontri di calcio, alle simulazioni o a tutto quello che può essere utile ma è meno sportivo. Complimenti per tutto questo. Lo sport è importante. E’ importante per la sfera sociale, è importante per i singoli. Voi avete spinto, certamente, moltissime ragazze e bambine a frequentare il mondo del calcio. Questo amplierà la platea del reclutamento per il futuro. E se, con una platea così ristretta, abbiamo una Nazionale di questo alto livello, possiamo sperare ulteriormente per il futuro. Vi sono molto grato per quanto avete fatto e vi faccio molti complimenti. Grazie per questi ricordi: le vostre firme rendono prezioso il pallone e la maglia. Quello della maglia veramente per me è immeritato, però avere le vostre firme è una cosa per me preziosa. Complimenti ragazze, e auguri per il futuro!“.

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About Rita Caridi (34672 Articles)
Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015


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