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La domenica del Gp della Gran Bretagna lascia l’amaro in bocca: cattiva organizzazione e tante polemiche, come è possibile arrivare ad una situazione così critica? E adesso, ai tifosi chi ci pensa?

Un fine settimana insolito a Silverstone: dopo un normale venerdì di prove libere, ieri la pioggia ha iniziato a creare i primi, seri, problemi e a far scattare un serio campanellino d’allarme. Durante le Fp4, a causa dell’accumularsi di acqua in curva 7, per le cattive condizioni del circuito, di recente riasfaltato, Tito Rabat si è procurato una tripla frattura alla gamba che lo ha costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico.

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Dopo un po’ di ritardo, i piloti sono comunque riusciti a disputare le qualifiche, che hanno visto Jorge Lorenzo conquistare una strepitosa pole position, seguito dal compagno di squadra Dovizioso e da Johann Zarco. Le previsioni meteo per quest’ultima domenica di agosto hanno allarmato i piani alti della MotoGp dove è stato deciso di anticipare la gara della categoria regina dalle 14.00 alle 12.30.

La pioggia però non ha dato tregua ai piloti e a tutti gli addetti ai lavori. La partenza della gara è stata rimandata più e più volte, fino alla decisione improvvisa arrivata quasi a sorpresa: le gare sono state ufficialmente cancellate. Se in un primo momento si pensava di rimandare le sfide a domani, ben presto le alternative sono diventate due: gareggiare oggi, in modo tale da concludere la gara entro le 20.30 italiane o annullare del tutto il Gp. Un evento storico, che ha come unico precedente la cancellazione per maltempo del Gp d’Austria del 1980.

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Un continuo tira e molla, che ha sicuramente sfinito i piloti, riunitisi improvvisamente in Safety Commission per decidere una volta per tutto di porre fine a questa agonia, team, staff, addetti ai lavori, ma soprattutto i tifosi. Proprio loro, quegli appassionati rimasti in tribuna nonostante la pioggia incessante e il freddo, nella speranza di vedere i propri idoli sfrecciare in pista e regalare spettacolo puro. ù

Un’organizzazione imbarazzante: sicuramente chi ha effettuato i lavori è il responsabile numero 1 di quanto accaduto, ma anche il circuito di Silverstone, Dorna e Irta hanno le loro colpe. Come è possibile che nessuno si sia reso conto, nonostante le affermazioni dei piloti della F1, che hanno sin da subito lamentato serie problematiche con i lavori effettuati sull’asfalto del circuito, che si sia arrivati ad una situazione come quella di oggi? Come verranno ripagati tutti quei fedelissimi tifosi che hanno voluto aspettare fino alla fine nonostante si prospettasse già un epilogo così deludente? Scuse e dispiaceri non basteranno di certo per far dimenticare questa amara domenica. Per non parlare delle polemiche nate per l’improvvisa riunione in Safety Commission, alla quale mancavano diversi piloti, che non hanno esitato a mostrare il loro disappunto.

Una domenica dunque catastrofica, che speriamo possa servire da lezione per migliorare alcuni punti problematici e, soprattutto che, per il bene dello sport, dei piloti, dei team e dei tifosi, non si ripeta mai più.