• LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • Massimo Paolone/LaPresse
    Massimo Paolone/LaPresse
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
  • LaPresse/ Fabio Ferrari
    LaPresse/ Fabio Ferrari
/

I ciclisti che saranno al via all’Abu Dhabi Tour si sono allenanti sul circuito di Yas Marina per una sgambata mattutina

Domani inizierà l’Abu Dhabi Tour, la corsa araba che chiuderà il Trittico delle gare in Medio Oriente (Dubai Tour, Tour of Oman). Il percorso sarà ricco di difficoltà, infatti i big hanno deciso di partecipare per allenare la gamba in vista delle classiche di marzo. Come di consueto le prime tre tappe saranno dedicati ai velocisti, mentre la quarta tappa i crono-man avranno per la prima volta campo libero. La frazione sarà di 11.8 chilometri e partirà da Al Maryah Island, ed è la l’unica grande novità per questa edizione dell’Abu Dhabi Tour. Il giorno successivo ci sarà la tappa finale con la salita di Jebel Hafeel (10,8 chilometri con una pendenza media dell’6,6% e punte all’11%). Intanto i corridori si stanno allenando nel circuito di Yas Marina per una sgambata e per capire le caratteristiche del tracciato. Fabio Aru, Tom Dumoulin, Domenico Pozzovivo saranno i ciclisti di punta per la conquista della classifica generale di questa edizione dell’Abu Dhabi Tour.