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Ciahopper rispecchia tutta la storicità di un chopper ma con un tocco classico custom. Il motorino diventa più sportivo e grintoso

CiahopperChi ha detto che per fare un chopper bisogna per forza avere un big twin americano o comunque una moto di grossa cilindrata? Non si puo? fare un mezzo unico e divertente senza spendere un budget faraonico nell’acquisto della base? Da queste due domande nasce Ciahopper, un chopper realizzato sulla base di un ciclomotore a pedali e nato dalla fantasia di Liliana Oliosi, una giovane ragazza appassionata di motori. L’idea dietro al progetto e? quella di stupire, con soluzioni inaspettate su questo genere di mezzi e con grande attenzione ai piccoli dettagli, chi pensa che un banale motorino non possa competere in stile con motociclette piu? grandi, nobili e costose. Oggetto prima di un meticoloso ripristino delle componenti rovinate dal tempo, Ciahopper ha successivamente subito diverse modifiche. Ad eccezione dei cerchi raggiati, dei comandi manubrio originali, del carburatore e di pochi altri componenti, le parti del ciclomotore sono state tutte modificate o sostituite: il mezzo monta oggi una forcella anteriore su misura allungata, fari tondi small-size, parafango in alluminio tagliato e piegato a mano, sella singola con molle, manubrio ape- hanger, sissy-bar e silenziatore curvati artigianalmente. Un supporto ancorato al telaio ospita il serbatoio recuperato da un Bianchi Aquilotto, che in realta? nasconde un vano portaoggetti il cui meccanismo di apertura e? ricavato dal tappo originale (per il carburante viene utilizzato il serbatoio del Ciao). Oltre alle attenzioni estetiche, il mezzo ha ricevuto un nuovo gruppo termico Pinasco, che porta la cilindrata a 60cc.

CiahopperIl tocco di classe finale e? dato dalle abbondanti cromature e dalla verniciatura in colore Bleu de France, oltre che dalla grafica glitter a bottoni del vano portaoggetti a sua volta coordinata con il casco jet. Presentato nell’estate 1967 e rimasto in produzione per 39 anni, il Piaggio Ciao rappresenta uno dei modelli di maggior successo dell’azienda di Pontedera: con oltre tre milioni di pezzi, venduti in 39 anni di produzione, e? stato il primo mezzo con il quale i giovani italiani hanno iniziato a muoversi autonomamente, con attenzione all’economia di gestione, oltre che veicolo d’elezione per le piccole commissioni urbane o di campagna. Ciahopper non e? solo un omaggio al mezzo a due ruote che ha motorizzato piu? di una generazione di adoloscenti in Italia nel cinquantesimo anno dalla sua commercializzazione, e? anche un tributo ai tentativi di altre case motociclistiche nostrane di declinare nelle piccole e piccolissime cilindrate, con tanto coraggio e minor fortuna, la subcultura chopper figlia di film culto come Easy Rider. Oltre all’impegno diretto della committente Liliana nelle diverse fasi, il progetto ha visto il coinvolgimento di diverse realta?: Motomorphosy, piccolo atelier milanese di customizzazione di motociclette, ha curato studio e realizzazione del progetto con costruzione artigianale di tutte le parti custom mentre tre appassionati (Agostino Sasso, Davide Rampini e Cesare Sasso) si sono occupati del restauro delle parti originali. Hanno inoltre partecipato in qualita? di partner del progetto Pinasco e Donneinsella. Donneinsella Magazine e? il media partner dell’iniziativa.