Lady Diana, la vera storia della Principessa del popolo: perfetta, anticonformista, tormentata… scomoda [FOTO]

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Il 31 agosto di 20 anni fa, il mito di Lady Diana si cristallizzò per sempre nella storia dell’umanità contemporaneamente alla sua morte: ripercorriamo insieme la vita di una principessa anticonformista e fragile

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Lady Diana, 20 anni dopo la morte: cosa resta oggi – Ci sono delle persone che hanno lasciato un segno indelebile nella storia, capaci in particolari giorni dell’anno, di rallentare la frenesia del mondo, far soffermare la gente e a pensare, ricordare. Una di queste è Lady Diana che esattamente il 31 agosto di 20 anni fa perse la vita nel tragico incidente sotto il tunnel del Pont de l’Alma.

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‘Lady D.’ com’era conosciuta in Italia, è stata una delle donne più influenti degli anni ’80-’90. Mai ‘sottomessa‘ ai rigidi dettami della Corona Britannica, mai imbrigliabile nelle austerità alla quali il ruolo di Principessa di Galles è chiamata ad obbedire. Si dice di lei che fosse stata la donna più paparazzata di sempre. Amata dai media come dal popolo, quei ‘sudditi’ della regina che hanno visto in lei il punto d’incontro fra la monarchia, chiusa nello sfarzo delle sue stanze e la gente comune. È stata una madre esemplare e affettuosa, capace di guidare la vita dei figli in maniera autonoma e spesso intransigente: scelse i nomi di battesimo di William ed Harry nonchè il loro abbigliamento e la loro governante, si occupò personalmente di selezionare la scuola che i figli avrebbero frequentato e che lei stessa accompagnò personalmente, ogni qualvolta fu libera dai doveri reali.

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Lady Diana, 20 anni dopo la morte: nozze da favola – Una donna di carattere e soprattutto incline alle passioni e ai sentimenti, tabù per qualsiasi membro di una famiglia reale che si rispetti. La sua esuberanza caratteriale, che non la rese mai comunque una donna ‘fuori posto’, la costrinse ad un rapporto tutt’altro che idilliaco con la regina Elisabetta e il resto della famiglia ideale della quale entrò a far parte nel 1981, una volta divenuta sposa di Carlo. Splendide le nozze, con tanto di trasmissione in mondovisione per circa 750 milioni di spettatori e oltre 600 mila persone che inondarono le strade di Londra per vedere ed acclamare quella sposa che, appena imboccata la via della cattedrale, aveva già oscurato la figura di Carlo.

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Lady Diana, 20 anni dopo la morte: l’impegno nel sociale – Con il ruolo di principessa di Galles, Diana maturò un forte sentimento di solidarietà verso poveri e bisognosi. Celebri le sue 397 apparizioni pubbliche in ospedali, scuole e strutture di accoglienza nel solo 1991. Lady D. accostò il suo nome a tematiche tradizionalmente ignorate dalla Corona, come la lotta all’AIDS e alla lebbra, nonchè la campagna sociale contro le mine anti-uomo: celebre lo scatto che la ritrae con tanto di elmetto e giubotto protettivo intenta ad ispezionare un campo minato in Jugoslavia. Diana inoltre apparì più volte al fianco di personaggi del calibro di Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta e il Dalai Lama, figure a loro modo influenti e controversi nella loro lotta nel sociale.

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Lady Diana, 20 anni dopo la morte: un matrimonio senza amore – Se nella famiglia reale non trovò mai affetto, nella figura del marito Carlo non trovò mai l’amore tanto desiderato. Il principe e la principessa di quella favola che aveva appassionato la Gran Bretagna, in realtà non erano legati da alcun sentimento. Carlo era ancora innamorato della ex Camilla Parker-Bowles e trascurò spesso la principessa, che per attirare la sua attenzione arrivò all’autolesionismo: celebre l’episodio della caduta dallo scalone principale, mentre era incinta di 12 settimane, giudicato secondo molti un atto volontario.

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Lady Diana, 20 anni dopo la morte: scandali e tradimenti – Negli anni 90 il matrimonio iniziò a scricchiolare. Si rincorsero sempre di più alcuni rumors legati ad un presunto tradimento di Carlo con Camilla e di Diana con il suo istruttore di equitazione, il maggiore Hewitt. Nel 92 con la pubblicazione di “Diana – La sua vera storia” di Andrew Morton vennero alla luce i tentativi di suicidio a causa dell’indifferenza del marito. Seguirono lo scandalo “Squidgygate” (pubblicazione di conversazioni telefoniche fra i principi di Galles e gli amanti); il “Camillagate” (scambio di battute erotiche fra Carlo e Camilla)e il libro “Princess in Love“, di Anna Pasternak, che rese nota la relazione con Hewitt. I sintomi di un matrimonio ormai in rovina sfociarono nella depressione e nell’autolesionismo. Diana dichiarò in seguito di aver sofferto di bulimia nervosa sin dai primi mesi del fidanzamento nel 1981: “mio marito mi ha fatto sentire inadeguata in ogni modo possibile, ed ogni volta che riuscivo a sollevarmi il suo atteggiamento mi spingeva nuovamente verso il baratro“.

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Lady Diana, 20 anni dopo la morte: il divorzio – Il 28 agosto 1996 venne ufficializzato il divorzio, la fine delle sofferenze. Diana venne spogliata del titolo di Altezza Reale, assumendo quello di Principessa di Galles e rimase membro della Famiglia Reale come madre degli eredi al trono. La sua popolarità era però ormai talmente grande che il popolo si schierò completamente dalla sua parte, costringendo Carlo a dover ammettere pubblicamente il tradimento in diretta tv, al fine di recuperare un po’ di consensi.

Lady Diana, 20 anni dopo la morte: l’incidente – Pochi mesi dopo la ‘Regina di cuori‘, come era stata ribattezzata dall’opinione pubblica, intraprese diverse altre relazioni. Celebre quella di amore/amicizia con Dodi Al-Fayed, figlio dell’imprenditore egiziano Mohamed Al-Fayed. Fu lui l’ultimo ‘uomo della sua vita’. Nella notte del 31 agosto 1997 infatti, i due persero la vita in un incidente automobilistico a Parigi. La mercedes sulla quale viaggiavano ad alta velocità (per sfuggire ai paparazzi), si lasciò le luci della Tour Eiffel alle spalle per correre dentro il buio del tunnel del del Pont de l’Alma che li inghiottì per sempre: la macchina venne speronata e finì la sua corsa contro il tredicesimo pilastro della galleria. Lady D. non morì sul colpo, ma venne dichiarata morta, circa due ore più tardi, all’ospedale Pitiè-Salpetrièere, a causa delle gravi lesioni interne.

Lady Diana, 20 anni dopo la morte: i funerali – Il mondo intero pianse la morte di Diana, ma paradossalmente la famiglia reale si dimostrò (ad esclusione di Carlo) quasi indifferente. La regina Elisabetta continuò le sue vacanze in Scozia e, solo dopo la reazione della gente comune e i continui attacchi dei media, fece ritorno a Londra, acconsentì alle pubbliche esequie e ad issare la bandiera a mezz’asta sul palazzo reale. Con la sua morte, Diana era riuscita ad imporsi anche su quella regina che non la trattò mai come un vero membro della famiglia. Il popolo invece le restituì tutto l’amore che lei stessa aveva trasmesso: il 6 settembre, giorno del funerale, per le strade di Londra si riversarono 3 milioni di persone. Al passaggio delle esequie, Elisabetta fu immortalata mentre abbassava il capo in segno di rispetto.

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Durante la cerimonia le note di “Candle in the Wind” di Elton John, dedicata a Marylin Monroe e modificata per l’occasione, commossero il mondo, trasformando il funerale di Diana Spencer in uno degli eventi televisivi più visti della storia. Nonostante non ci sia veri e propri monumenti pubblici in sua memoria. la “La Fiamma della Libertà“, donata dagli USA alla Francia e posta nel 1989 sulla Place de l’Alma a Parigi, proprio sopra l’ingresso al tunnel in cui avvenne l’incidente mortale, diventò per tutti il memoriale di Lady D.

Lady Diana, 20 anni dopo la morte: i complotti – Il suo carattere e il suo anticonformismo le costarono, forse, la vita. C’è chi alla ‘tragica fatalità’ non ci ha mai creduto. Numerose le teorie e i complotti in merito alla morte di Lady D.: dall’auto giudicata da ‘rottamare‘, all’autista trovato ubriaco e sotto effetti di stupefacenti, fino a quella frase sibillina riportata dal Daily Mail, nella quale la regina ipotizza come “qualcuno deve aver ingrassato i freni“. Forse la relazione con Al-Fayed e un possibile erede al trono di origini arabe era fin troppo da sopportare per l’austera monarchia.

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Lady Diana, 20 dopo la morte: il mito – Fatto sta che la morte di Diana ne contribuì a cristallizzare il mito. Principessa del popolo, dedita alle cause sociali. Madre amorevole e attenta. Moglie fedele ma che, una volta rifiutata e tradita, non accetta di mettersi da parte e nagarsi l’amore tanto desiderato, ricercandolo altrove. Donna forte e allo stesso tempo fragile. Icona di stile e bellezza, capace di spezzare il dress code reale e contribuire all’emancipazione della figura femminile. Lady Diana è stata questa e molto altro: una principessa che ha fatto la storia comportandosi come una donna comune.