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Giacomo Nizzolo vede Chris Froome come vincitore della Vuelta di Spagna ma crede in Alberto Contador

LaPresse/Belen Sivori

Giacomo Nizzolo non sta vivendo una bella stagione a causa di diversi infortuni che lo hanno fermato parecchi mesi. Il ciclista della Trek Segafredo attualmente è assente alla Vuelta di Spagna e sta cercando di recuperare in vista dell’autunno. Una stagione completamente opposta rispetto allo scorso anno, quando ha trionfato in 6 occasioni vincendo anche la prova in linea dei campionati italiani e indossando così la maglia tricolore.

Come stai Giacomo?

“Sono in fase di recupero e spero presto di allenarmi in maniera vera. Al momento però non so quando tornerò a correre”. 

Cosa ne pensi del ritiro di Alberto Contador?

LaPresse/Belen Sivori

“Ho una buonissima opinione di Alberto. Lo conosco da un anno e ho avuto immediatamente una grande una grande impressione a livello umano. A livello ciclistico è inutile che spieghi chi è Alberto Contador e quello che ha fatto. Sta dimostrando alla Vuelta il suo valore ed è un combattente nato”. 

Può arrivare al podio in questa Vuelta?

“Il podio non è semplice perché il livello è alto. Froome ha dichiarato che vuole puntare alla vittoria. Lui darà il massimo perché è l’ultima gara che farà. Io credo che l’entusiasmo dell’ultima corsa gli posso aiutarlo a fare bene”. 

Come si preparare un corridore a queste corse importanti?

“Ci si prepara in maniera diversa e soggettiva. Gli uomini di classifica si allenano in altura per avere un recupero giorno dopo giorno e in questo caso chi ha fatto il Tour de France non credo che abbia fatto dei grandissimi carichi di lavoro. Ma sicuramente avranno lavorato per recuperare e avere una buona condizione”.

Tra i velocisti in corsa chi è il migliore in corsa?

“Trentin l’ho visto bene veramente bene e ha una gran gamba. La Trek Segafredo ha Theuns che ha vinto una tappa all’Enenco Tour e Lobato”. 

Chi vincerà la Vuelta?

“La Vuelta di Spagna la vince Froome. Moscon sta facendo un lavoro in funzione di Froome e non punta alla classifica. Sta facendo ottime cose straordinarie e sarà un’importate corridore per il futuro”.

Che motivazione dà la maglia Tricolore ad Aru?

“Aru da quando indossa la maglia tricolore ha una marcia in più in ogni partenza. Alla Vuelta però contro Froome non sarà facile e si chiuderà sul fino di lana e bisognerà stare con gli occhi aperti fino alla fine. 

Che ricordo hai della maglia tricolore?

“Ho un bellissimo ricordo della maglia, quest’anno ho ricevuto tanto affetto ma non sono riuscito a fare tante corse e risultati che avrei voluto. Però ho un ricordo fantastico per quello che è stato portarla in giro per il mondo.

Che differenza c’è tra la Vuelta e il Giro per gli uomini di classifica?

“La Vuelta è una corsa che storicamente ha molti arrivi in salita e per molti ciclisti non è il massimo. I velocisti optano sulle classiche di fine stagione. Gli uomini di classifica vanno perché sanno che trovano terreno per le loro qualità. Il Giro è più equilibrato”.

Elia Viviani sta avendo un ottimo momento e in Francia sta dimostrando grandi cose. È da convocare al mondiale di Bergen?

“Io onestamente non ho visto il percorso e quindi non so quanto è duro. Se è un percorso troppo selettivo è dura per Viviani perché è un velocista. Di certo se è in condizione e se il circuito è ideale, è da convocare. Altrimenti abbiamo alternative come Colbrelli e Trentin”. 

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