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Chris Froome è di nuovo leader del Tour de France, ma la lotta per la maglia gialla è ancora aperta. Aru e Bardet sono a pochi secondi dal ciclista del Team Sky

Chris Froome torna leader della classifica del Tour de France. Il ciclista del Team Sky ha approfittato del buco che ha spezzato il gruppo maglia gialla e soprattutto dei problemi di Fabio Aru e dell’Astana. La squadra britannica è rimasta compatta per tutta la 14ª tappa e nel finale ha chiuso nei primissimi posti. Adesso Chris Froome guida la classifica generale con 18 secondi su Fabio Aru e 23 su Romain Bardet.

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Chris Froome deve ringraziare la squadra che lo ha scortato per tutta la corsa impedendo agli avversari di attaccare e di scappare. Il team Sky ha controllato la fuga e ha ripreso Thomas De Gendt della Lotto Soudal (andato in fuga) nei chilometri finali. Il Keniano Bianco ha lodato la squadra con belle parole: “se non avessi avuto dei compagni così, non avrei mai ripreso il primato. In pratica non ho dovuto fare quasi nessuno sforzo e mi sono trovato al posto giusto nel momento giusto. Se al mattino qualcuno mi avrebbe detto che sarebbe andata a finire così, non ci avrei creduto – ha dichiarato Froome come riportato da La Gazzetta dello Sport –Sono scioccato di avere dato un distacco di 24 secondi a uno dei miei rivali principali come Aru in una giornata così. Sostanzialmente la stessa differenza che c’era stata nella tappa regina dei Pirenei, al termine di una giornata durissima. Non sapevo dove fosse Fabio, ma quando ho saputo di avere guadagnato così tanto, ho pensato che fosse uno scenario da sogno”.

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Ma Chris Froome consce bene le insidie del Tour de France. Oggi guadagni secondi preziosi e domani perdi minuti. La Grande Boucle è così, bisogna stare sempre attenti agli avversari e non dare mai nulla di scontato. Froome su questo tema ha puntualizzato: “qui si lotta sul filo dei secondi. Questi guadagnati oggi potrebbero rivelarsi vitali. Il fatto che il Tour sia così aperto dipende dal percorso, l’avevo detto subito che sarebbe stata la sfida più grande della mia carriera – ha concluso -. Solo 3 arrivi in salita su 21 tappe, pochi chilometri a cronometro. Ho recuperato bene dopo il momento di difficoltà sui Pirenei. Non so che cosa sia successo a Fabio. E non so se sia meglio per l’Astana avere perso la maglia. Di certo non hanno i numeri per controllare la corsa, si è visto verso Foix”. 

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