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Morte Chester Bennington, nella notte italiana il frontman dei Linkin Park, è stato ritrovato impiccato in casa: facciamo luce sui tormenti che ne hanno accompagnato la carriera

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Morte Chester Bennington – Nella notte italiana è arrivata una notizia sconcertante per il mondo della musica: Chester Bennington, frontman dei Linkin Park, si è tolto la vita impiccandosi nella sua residenza di Palos Verdes Estates, in California. Un suicidio arrivato senza alcun segnale, una notizia che ha squarciato la tranquillità dei fans della band americana come un fulmine a ciel sereno.

Morte Chester Bennington – Forse, ripensandoci, Chester non è riuscito a sconfiggere i suoi demoni. Quelli che lo hanno accompagnato fin da bambino, quando venne ripetutamente violentato da un suo amico più grande di lui. Violenze mai denunciate per paura, così come gli atti di bullismo subiti durante il periodo adolescenziale che, uniti alle difficoltà per il divorzio dei genitori, hanno fatto sfociare il peso delle sue angosce in una dipendenza da sostanze stupefacenti. Lo stesso Chester Bennington aveva ammesso nel corso della sua carriera di aver speso i soldi dei primi stipendi (come commesso del Burger King) in cocaina e metanfetamine. Dipendenza dalla droga che poi si è trasformata in una da alcool, quando ormai aveva già trovato la svolta con la sua carriera da cantante ben avviata e il successo dei Linkin Park ormai noto al grande pubblico.

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Morte Chester Bennington – Chester lascia un altro vuoto nel mondo della musica, dopo quello lasciato da Chris Cornell, leader dei Soundgarden morto anche lui impiccato poche settimane fa. I due erano molto amici. Ieri 20 luglio, sarebbe stato il giorno del 53° compleanno di Cornell, forse una coincidenza sia stato il giorno in cui si è pianta la morte di Chester Bennington che proprio al funerale dell’amico aveva commosso tutti con una splendida versione di Hallelujah di Leonard Cohen, dopo avergli scritto una splendida lettera sui social: “mi hai ispirato in modi che nemmeno puoi immaginare. Il tuo talento era puro e senza rivali. La tua voce era gioia e dolore, rabbia e perdono, amore e crepacuore, tutto insieme. Suppongo che è quello che siamo tutti. E tu mi hai aiutato a capirlo“.

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Morte Chester Bennington – Vogliamo chiudere il nostro articolo con le parole della moglie di Cornell, Vicky, che ha commentato così la notizia della morte di Bennington: “proprio quando pensavo che il mio cuore non potesse spaccarsi di nuovo. Ti voglio bene“. Forse “In the end“, i demoni hanno vinto, ma quando qualcuno ascolterà una canzone dei Linkin Park si accenderà sempre “One more light“.

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