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Sofia Bartizzolo ha partecipato al Giro Rosa, la ciclista dell’Astana Woman Team è giunta in terza posizione nella classifica come miglior giovane ed a SportFair ha raccontato come si è avvicinata al mondo ciclismo

Sofia Bertizzolo, ciclista dell’Astana Women Team, ha partecipato al Giro Rosa. La ciclista ha chiuso al terzo posto nella classifica dei giovani, mentre Anna Van der Breggen ha trionfato nella classifica generale davanti a Elisa Longo Borghini e Annemiek Van Vleuten. La prestazione di Sofia Bertizzolo fa ben sperare per il futuro e sicuramente nei prossimi anni la giovane atleta potrà puntare a prestigiose vittorie. A SportFair la ciclista dell’Astana Woman ha raccontato come si è appassionata al ciclismo e a quale vittoria è più legata.

1 Come ti sei appassionata al ciclismo?
“La passione del ciclismo viene da mio fratello, (3 anni più giovane) nello stesso anno in cui lui ha iniziato io a fine stagione sono salita in bicicletta con la medesima squadra: cyclo team cassoloa 2000,  per poi passare all’u.c.loria l’anno seguente da g6”.

2 In carriera hai vinto i campionati Europei Juniores, una medaglia d’argento ai mondiali di Ponferrada e la maglia tricolore nel 2014. Tra questi successi quale sei più legata e perché?
“Sono molto giovane, da junior ero resistente in salita e abbastanza veloce ma con il salto di categoria non saprei come definirmi e bisognerà attenderà ancora per capire se le mie caratteristiche saranno confermate  Quello che posso dire è che, dalle prime esperienze,  di non essere propriamente atleta da classiche del nord, ma molto più propensa per le corse a tappe, anche lunghe come il Giro che si sta concludendo. La vittoria più emozionante è stato il campionato italiano in linea. È stato il mio primo titolo su strada e la prima vittoria di quella stagione, conquistata con una grandissima squadra e in particolare ad una ragazza che mi ha accompagnata per quei due bellissimi anni: Sofia Beggin. Quella del record del mondo è stata un’emozione unica nel suo genere perché ci ha fatto vivere una doppia emozione in una sola gara: ad un certo punto della corsa il titolo europeo era già in tasca, ma si lottava per un tempo migliore dei precedenti, all’arrivo avevamo vinto due volte e chiaramente solo certi tipi di gare ti danno questa possibilità, nel ciclismo su strada non esiste per esempio, è stato sensazionale”.

3 Come ti trovi in Astana?
“In Astana mi trovo pressoché bene, siamo un bel gruppo ma la comunicazione è difficile poiché e atlete russe e kazake non parlano inglese. Abbiamo la sede in Italia nonostante il nome del team porti la capitale kazaka ed è inutile nascondere che il ciclismo femminile italiano sia lontano anni luce da quello internazionale”.

4 A quale ciclista di ispiri?
“Non c’e un ciclista in particolare a cui mi ispiro, ammiro tanto Cancellarla e al tempo Cadel Evans, come sportive donne mi piace la grinta, il temperamento e l’intelligenza agonistica  di Valentina Vezzali”.

5 Che allenamento esegui per una grande corsa come il Giro d’Italia?
“Per preparare il Giro d’Italia ho effettuato una preparazione in altura, varia di potenziamento e allenamento resistente”.

6 Progetti per il futuro?
“Per il futuro non ho progetti particolari, spero di fare più esperienza nelle classiche del nord di quella che ho fatto fino ad ora e iniziare a togliermi qualche soddisfazione”.