Ciclismo, Meintjes si confessa a SportFair: “adoro il Tour de France, ma vorrei correre il Giro d’Italia. Froome? Difficile da battere” [FOTO]

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SportFair

Louis Meintjes ha chiuso il Tour de France in ottava posizione. Il ciclista della UAE Team Emirates racconta a SportFair la sua incredibile avventura lungo le strade francesi

Il Tour de France di Louis Meintjes è stato quasi perfetto. Il ciclista della UAE Team Emirates ha regalato grandi prestazioni come alla dodicesima tappa (l’arrivo sui Pirenei) quando sull’ascesa del Col de Peyresourde ha dimostrato di avere un passo da top leader. Il ciclista sudafricano ha chiuso la Grande Boucle in ottava posizione davanti ad Alberto Contador e Warren Barguil. A SportFair Louis Meintjes racconta la sua avventura al Tour de France e sui suoi progetti futuri

Quale è il ricordo più bello del Tour de France?
“Mi piace ogni singolo momento nel quale percepisco di essere parte di una grande squadra: la colazione, la riunione tecnica con i ds, il lavoro dei compagni in gara, ritrovarsi sul bus dopo la corsa”. 

Quale tappa è stata la più difficile e quale la più bella?
“La tappa più difficile è stata la 9ª, quella con arrivo a Chambery, ho perso terreno dagli altri uomini di alta classifica: eravamo al termine della prima settimana di gara, avevo ancora margini di crescita per la mia forma, ho lottato per limitare al minimo il distacco. La tappa nella quale ho ottenuto il miglior risultato è stata la 12ª: sui Pirenei ho avuto ottime sensazioni e lungo l’ascesa del Col de Peyresourde le mie gambe erano fantastiche. Ho colto il 5° posto, ma è stata una tappa importante soprattutto perché ho capito che avrei potuto essere sempre con i principali uomini di classifica”.

Come si può battere Chris Froome?
E’ molto difficile: quest’anno, in salita la differenza tra Chris e gli altri scalatori non è stata ampia come negli altri anni, ma Froome è stato bravissimo a non sbagliare nulla e a essere superiore nelle cronometro. Ha pochissimi punti deboli e presta attenzione a ogni dettaglio.

Hai corso 3 volte il Tour de France, ma nessuna volta al Giro d’Italia. Come mai questa scelta?
“Quando da ragazzo ho iniziato a correre in bici in Sud Africa, l’unica corsa che conoscevo era il Tour, di conseguenza ho subito il fascino di avere l’ambizione di arrivare un giorno a correre la Grande Boucle. Penso sia una gara che mi si addice, ho quindi la volontà di cercare di esprimermi al massimo in questa corsa. Anche il Giro d’Italia è una gara molto affascinante, anche perché si svolge in un Paese magnifico come l’Italia: mi piacerebbe ovviamente in futuro parteciparvi, ma la programmazione stagionale di un ciclista è importante ed è difficile riuscire a correre sia il Giro che il Tour ad alti livelli in un’unica stagione”.

Nel passato sei stato più volte campione nazionale juniores a cronometro. Ti senti più cronoman o scalatore?
“Sono uno scalatore, i veri cronoman hanno altre qualità. Non mi dispiace correre le cronometro, penso di riuscire a realizzare prestazioni abbastanza buone, ma in salita riesco a esprimermi meglio”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
“Ora riposo per qualche giorno, poi rientro in gara a San Sebastian e valuterò con i tecnici e gli allenatori della squadra quale potrà essere il miglior programma per il resto della stagione”.

Pensi di correre al Mondiale?
“In questo momento non saprei, il percorso non è particolarmente adatto alle mie caratteristiche”.