Gianmarco Tamberi torna in gara: il debutto agli Europei a squadre

Gianmarco Tamberi si prepara per il debutto stagionale: l'atleta azzurro chiamato dalla sfida agli Europei a squadre

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Gianmarco Tamberi farà parte del team azzurro agli Europei a squadre di Chorzow, in Polonia, in programma da venerdì 23 a domenica 25 giugno. “Una grande emozione rientrare subito in maglia azzurra, mi dà la carica giusta per iniziare come si deve – l’annuncio dato stamattina dal campione olimpico del salto in alto – Debuttare in una gara di questo tipo è una scommessa, per il particolare regolamento dell’evento che prevede l’eliminazione al quarto errore complessivo. Quando ho ricevuto la chiamata nei giorni scorsi, mi sono preso un po’ di tempo per decidere ed ero stato iscritto come riserva. Ma l’allenamento di tecnica svolto ieri è andato discretamente bene e quindi ho detto alla Federazione che ero disponibile”.  Domenica alle 15.30 Tamberi sarà in pedana al posto di Stefano Sottile, convocato per l’alto.

L’ultima uscita agonistica del campione olimpico è stata quella trionfale di Zurigo, il 7 settembre del 2022, con il secondo successo di fila in Diamond League e il primato stagionale di 2,34 dopo aver vinto l’oro agli Europei di Monaco. “È stato un anno di tanti cambiamenti, perciò abbiamo voluto isolarci per trovare equilibrio con il team e ci siamo fatti attendere”. Da questa stagione Gimbo ha infatti una nuova guida tecnica, con Giulio Ciotti come allenatore e Michele Palloni nel ruolo di preparatore atletico, dopo essere stato seguito dal papà Marco in precedenza. “Con Giulio e Michele siamo riusciti a instaurare un bellissimo rapporto, lavorando insieme con tanto entusiasmo, e per me è una boccata di ossigeno enorme. A 31 anni ho motivazioni come un ragazzino, con la voglia di spaccare tutto e di fare ancora tanto”.

“Finora in questi mesi ho cercato soprattutto di stare bene dal punto di vista fisico – aggiunge Tamberi – per non avere i problemi che mi hanno limitato l’anno scorso e per mettermi in condizione di affrontare la stagione senza dolori, almeno all’inizio. Se l’esordio non dovesse andare come speriamo, in una competizione di questo tipo, non vuol dire che la condizione non sia buona. Ho in programma due tappe di Diamond League, a Stoccolma il 2 luglio e di nuovo a Chorzow il 16 luglio, poi valuteremo in base a come andranno le prime tre gare dove cercherò di raggiungere il mio massimo, prima che confrontarmi con gli altri”. Tutto è finalizzato ai Mondiali di Budapest (19-27 agosto) per andare in caccia dell’unico titolo che gli manca. “Gli avversari? Barshim è il più forte di sempre, Harrison è il leader stagionale, Woo ha fatto l’exploit negli ultimi due anni. Se sto bene, se sono al massimo delle mie capacità, posso giocarmela con tutti”.

“Mi sto allenando anche in questo periodo principalmente al Palaindoor di Ancona che è un’ottima struttura, grazie alla disponibilità della Federazione, perché la pista all’aperto è molto dura e rovinata, non voglio rischiare. Non ho fatto stravolgimenti nella parte tecnica. Ho preso i riferimenti dei miei migliori salti, studiando le immagini, e in ogni allenamento ci dedichiamo all’analisi dei video per capire cosa sta funzionando e cosa invece va modificato. Con mio padre non ho mai nascosto quanto fosse difficile il rapporto, da quando sono piccolo, e ormai era diventato solo una relazione tra atleta e allenatore in cui mi sentivo poco preso in considerazione. Lavorare sulle percezioni è stato fondamentale verso le Olimpiadi, l’ho fatto in autonomia, ma scegliere di allenarmi da solo sarebbe stato un azzardo e avevo bisogno di qualcuno che ascoltasse le mie sensazioni. Il matrimonio con Chiara? È sempre presente, fondamentale nel mio percorso, c’era anche all’allenamento di ieri perché sa che per me la tecnica è come una mini-gara”.

Poi affronta il tema dei social: “mi è successo più di una volta di staccarmi dai social, negli anni di frustrazione per l’infortunio, prima di vincere l’oro a Tokyo. Era uno stimolo personale, per mettermi con le spalle al muro, per ottenere l’unica cosa che volevo. Tutto ciò che non è in linea con il percorso ideale può essere soggetto a critiche. E allora ho scritto anche io a Marcell Jacobs, per dirgli che deve lavorare verso il suo obiettivo, senza aver paura di aver sbagliato strada”. 

È il ritorno in maglia azzurra dagli Europei di Monaco dello scorso agosto: “la Nazionale è uno dei motivi che mi ha spinto comunque a scegliere per dire di sì alla chiamata. So quanto può darmi e allora partirò domani, per entrare nel clima della gara, respirare l’adrenalina e sentirmi parte del gruppo. C’è l’assenza di Jacobs, ma Ceccarelli ha già dimostrato il suo valore. Sarà una squadra super competitiva, non vedo l’ora di incontrare i ragazzi”. 

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