Università: a Milano-Bicocca progetto su cultura della legalità e dei valori costituzionali

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Milano, 20 gen. (Adnkronos) – Rafforzare nei ragazzi e nelle ragazze, attraverso una formazione mirata, la cultura della legalità e della conoscenza dei valori costituzionali. Questo l’obiettivo primario della formazione per ‘messaggeri della legalità’, ideata dal dipartimento di Scienze economico-aziendali e diritto per l’economia ‘ Diseade. Responsabili del progetto, finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca, i professori Camilla Buzzacchi e Salvatore La Porta, entrambi docenti di diritto pubblico e Quirino Camerlengo, docente di diritto costituzionale.
La formazione sarà articolata in due fasi: la prima fase, costituita da un ciclo di seminari formativi (dal 3 febbraio al 9 giugno 2023) è aperta agli studenti di qualsiasi corso di laurea dell’università di Milano-Bicocca e ha la finalità di consolidare le conoscenze ed i valori rispetto alle manifestazioni della mafia nella società, nell’economia, nelle istituzioni. Questi incontri rientrano nell’ambito dei percorsi Bbetween, il progetto di Milano-Bicocca per l’acquisizione di competenze trasversali, aperto a tutti gli studenti dell’ateneo.
La seconda fase, a cui alcuni partecipanti dei seminari accederanno tramite bando, sarà imperniata su una dimensione pedagogica che fornisca gli strumenti per valorizzare gli aspetti relazionali e di prossimità e consisterà in un summer camp e nella successiva testimonianza dei partecipanti in scuole secondarie superiori (anno scolastico 2023/24).
Per gli studenti che seguiranno il ciclo di seminari sarà possibile ottenere la certificazione delle competenze tramite open badge, acquisibile sulla base della frequenza in presenza del 70% degli incontri. Per gli studenti che verranno selezionati per la prosecuzione dell’impegno – con l’esperienza del summer camp e della testimonianza negli istituti scolastici – sarà possibile ottenere un secondo open badge sulla base di una valutazione effettuata in sede di summer camp e un giudizio espresso dai tutor responsabili del progetto a conclusione dell’attività effettuata nelle scuole superiori di grado secondario.
L’obiettivo ultimo è che gli studenti possano diventare veicolo di trasmissione e protagonisti di testimonianza presso le scuole superiori, dove si registra il più elevato tasso di abbandono, e dunque alto è il rischio di essere reclutati dalle organizzazioni criminali.
“La sfida che affrontiamo con questo progetto -sottolinea Camilla Buzzacchi, una delle responsabili del progetto- è di lavorare sulla cultura della legalità e sul senso dell’appartenenza ad una comunità nazionale: è una cultura che, se costruita in via preventiva e con un adeguato lavoro educativo, può condurre al consolidamento di una sana consapevolezza dei giovani come cittadini che vivono nella quotidianità i valori della Costituzione repubblicana”.