Ucraina: Scotto, ‘voterò no al decreto’

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Roma, 24 gen. (Adnkronos) – “L’Ue doveva aiutare l’Ucraina a restare in piedi: ma prendere parte non significava limitarsi a essere parte passiva dello scontro. Oggi non si intravede nemmeno l’ombra di un’agenda diplomatica: resta solo il via libera a un’ulteriore escalation di armamenti. Armi per salvare la democrazia: questa la parola d’ordine indiscutibile. Ma una democrazia armata fino ai denti è un ossimoro”. Così Arturo Scotto di Articolo 1 in un intervento su Il Fatto Quotidiano.
“Arriva l’ennesimo decreto che per un anno destinerà all’Ucraina altre risorse militari, con il Parlamento a ratificare. E senza uno straccio di road map politica se non l’allusione mobilitante alla necessità di vincere la guerra. Vincere la guerra contro una potenza nucleare significa mettere nel conto l’armageddon. Chiunque avanza un dubbio passa per collaborazionista o imbelle, compreso quel popolo della pace che ha sfilato a Roma per un ruolo più assertivo della diplomazia”.
“Solo un’iniziativa europea può smontare questo armamentario e costruire ponti con la società civile russa. Non voterò il decreto perché la politica ha scelto di riposarsi affidandosi alla scorciatoia più deresponsabilizzante: quella militare. Il senso di responsabilità mi dice invece che bisogna riaprire il dibattito sul disarmo e della diplomazia per fermare la guerra”.