Riforme: Spini, ‘ok semipresidenzialismo se rafforza rappresentatività’

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Roma, 23 gen (Adnkronos) – “Non c’e’ dubbio che vadano riconosciuti i meriti dell’attuale sistema di elezione del presidente della Repubblica, e il prestigio delle figure altamente rappresentative che hanno rivestito questo incarico, ma le due rielezioni consecutive di Napolitano e Mattarella all’insegna di uno stato di emergenza costituiscono indubbiamente un fatto su cui riflettere”. Lo ha detto Valdo Spini in un passaggio del suo intervento a Calenzano (Fi), con il senatore del Pd Dario Parrini e il vicesindaco Alberto Giusti, alla discussione del suo libro ‘Sul colle più alto’ (Solferino editori) dedicato alle vicende delle elezioni dei presidenti della Repubblica con ampi squarci autobiografici delle esperienze dell’autore. La manifestazione era organizzata da ‘Libertà Uguale’.
Spini ha aggiunto: “I sistemi elettorali ibridi, maggioritario e proporzionale, con largo spazio alle liste bloccate finora adottati, hanno visto registrare un tasso di assenteismo superiore al terzo delle elettrici e degli elettori. In tale quadro, l’elezione diretta del Presidente della Repubblica in regime di semipresidenzialismo (cioè con la figura distinta del primo ministro che deve avere una maggioranza parlamentare), se si regge, ed è la prima condizione, in un quadro del rafforzamento della rappresentatività dei parlamentari stessi attraverso il doppio turno di collegio, rappresenta un terreno su cui si può discutere”.
Per Spini, “la seconda condizione è che questa riforma non sia una sorta di obiettivo del lungo periodo che serva come scudo per il varo di una frettolosa riforma delle autonomie differenziate regionali”. L’esponente socialista ha anche ricordato che una riforma delle autonomie regionali differenziate va preceduta dall’approvazione di una legge che, a norma dell’articolo 3 della Costituzione, garantisca l’uniformità dei livelli essenziali di prestazioni e di servizi (Lep) su tutto il territorio nazionale.