Pd: Cuperlo lancia sua ‘promessa democratica’, ‘qui per allargare e non per disturbare’

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Roma, 19 gen (Adnkronos) – “Noi non siamo qui per disturbare, ma per allargare il campo, per includere e arricchire”. Lo ha detto Gianni Cuperlo, presentando al Nazareno la sua mozione congressuale dal titolo ‘Una promessa democratica’, sintetizzata dallo stesso candidato alla segreteria dem così: “Più potere agli iscritti, riportiamo la società dentro le istituzioni e costruiamo l’alterantiva alla destra partendo dal basso”.
“Questo è il nostro modo per trasformare una conta sui nomi e sui volti in una discussione sincera sui limiti e gli errori di questi anni, in un confronto vivo sulle idee che noi pensiamo debbano essere la base di una nuova stagione della sinistra, del centrosinistra nel Paese e che devono essere alla base di un nuovo Pd”, ha spiegato il deputato dem.
“Se abbiamo atteso un giorno o un minuto in più e perchè speravamo che questo confronto avesse un taglio e una marcia diversi e che dinanzi alla crisi di questo simbolo vi fosse la volontà di partire dalla idee, da una discussione sincera, anche aspra, sulle ragioni del dopo, su come rilanciare questo progetto”, ha sottolineato ancora Cuperlo.
(Adnkronos) – Per il candidato alla segreteria dem, “senza un Partito democratico profondamente e radicalmente cambiato, trasformato, ripensato e rifondato tutto rischia di rimanere ancora una volta appeso o rinviato alla volta successiva. Con sincerità penso che di puntate senza finale ne abbiamo vissute anche troppe. E’ un dovere guardarci negli occhi, parlarci, confrontarci e dire cosa pensiamo di noi, cosa faremo e saremo nei mesi e negli anni davanti a noi”.
A proposito degli altri candidati, Cuperlo ha spiegato: “Ci sono differenze di percorso, politiche. Dietro questa piattaforma non ci sono potentati o notabilati. Questo è un elemento di massima libertà. Schlein o Bonaccini? Ho stima e amicizia per tutte e tre le personalità che hanno punti di vista rispettabili e preziosi. Uno cerca prima di tutto di non perdere”.