Pd: al via assemblea, voto su Manifesto valori e regole congresso

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Roma, 21 gen. (Adnkronos) – Al via con l’inno europeo e quello dell’Italia l’assemblea nazionale del Pd a Roma. Il parlamentino dem è chiamato a votare le regole per il congresso e il Manifesto dei valori attorno a cui si sono accese polemiche in questi giorni e su cui, ieri, è stata trovata un’intesa grazie alla mediazione di Enrico Letta con i 4 candidato alla segreteria e Roberto Speranza.
Il punto di equilibrio tra chi come l’area Bonaccini critica metodo e merito del Manifesto e chi come Articolo 1 chiedeva il passaggio del voto sul documento perché decisivo rispetto al rientro nel Pd, è stata trovata da Letta in una formula che tiene insieme l’esigenza di avere una base di discussione per un Nuovo Pd (per andare incontro a ‘bersaniani’ e sinistra Pd) e allo stesso tempo non abroga il Manifesto di Veltroni come richiesto da fronte Bonaccini.
Nel suo ultimo intervento da segretario del Pd, Letta oggi illustrerà l’esito delle trattative condotte in questi giorni. Il ‘lodo Letta’ è un dispositivo in 3 punti. Primo: il Manifesto è la “base politica” del Nuovo Pd e verrà sottoposto ai circoli. Secondo: non abroga quello di Veltroni del 2007. Terzo: il testo resta aperto visto che la fase costituente andrà avanti.
Questo il testo della proposta di dispositivo che oggi Letta chiederà all’Assemblea Nazionale Pd di votare: “L’Assemblea Nazionale Costituente approva il Manifesto per il Nuovo Pd ‘Italia 2030’. Il Manifesto è la base politica della nascita del Nuovo Pd e l’Assemblea invita circoli e aderenti a una mobilitazione nazionale finalizzata a diffonderne e discuterne i contenuti. Il Manifesto non ha effetti abrogativi della Carta dei Valori elaborata al momento della fondazione del Pd. L’Assemblea decide di tenere aperta la fase costituente valutando la necessità di un tempo più lungo da offrire ai territori e agli organismi dirigenti eletti dal Congresso per approfondimenti ed eventuale introduzione di nuovi modelli organizzativi”.
Il segretario inoltre presenterà anche i risultati della ‘Bussola’. In pratica il “Manifesto è il risultato di due processi complementari e opposti”, si spiegava ieri dal Nazareno. Uno ‘dal bassò con “la consultazione pubblica che ha coinvolto oltre 18 mila militanti che hanno compilato, individualmente o collettivamente nelle assemblee di circolo sui territori, il questionario aperto di 22 domande sull’identità del Pd. Domande messe a punto dal team di Letta insieme ad Ipsos e alla Fes, la Fondazione riconducibile alla Spd che ha lavorato alla ricostruzione del partito socialdemocratico tedesco negli anni complessi dello strapotere della Merkel. Quello della Bussola è dati alla mano il più grande esercizio di consultazione pubblica, e dunque di democrazia partecipativa, che abbia mai coinvolto un partito nelle democrazie occidentali”.
E quindi il processo ‘dall’alto’ con “il Comitato Costituente che si è riunito 14 volte (in modalità plenaria o nei 4 sottocomitati) tra dicembre e gennaio”.