Pagnoncelli (Ipsos), ‘Cittadini selezionano prodotti ma non rinunciano a qualità’

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Roma, 25 gen. (Adnkronos) – ‘Tra il 2021 e il 2022 abbiamo assistito ad un significativo e profondo cambiamento del clima sociale. Il primo è stato un anno ‘di grazia’, penso ad esempio all’influenza positiva portata dal completamento del primo ciclo vaccinale, piuttosto che dalle vittorie sportive; mentre il secondo è cominciato con una ‘policrisi’. Lo scoppio della guerra, il caro energia, l’inflazione, sono tutti elementi che hanno contribuito allo sviluppo di un sentimento di preoccupazione e insicurezza in una larga fetta di popolazione. In questo momento infatti abbiamo rilevato un pessimismo diffuso”. Lo ha detto Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, in occasione della conferenza stampa promossa da Centromarca, alla quale hanno partecipato il presidente dell’Associazione italiana dell’industria di marca, Francesco Mutti e il general manager per l’Italia di Iri Angelo Massaro.
‘Diversamente da quanto accadeva in passato, ora è più complesso fare previsioni poiché l’andamento è meno lineare – ha aggiunto Pagnoncelli – Nel corso del 2022, infatti, ci saremmo potuti aspettare una netta contrazione dei consumi, cosa che invece non si è verificata. La motivazione è da ricercare nel cambio di atteggiamento dei cittadini, che si sono lasciati alle spalle la resilienza per abbracciare l’agilità e che hanno adottato una scala di priorità che permette loro di non rinunciare alla qualità pur attenzionando le spese”.
‘Quello che voglio dire – ha concluso il presidente di Ipsos – è che probabilmente, a partire dalla pandemia da Covid-19, l’atteggiamento dei consumatori non è più stato improntato alla rinuncia ma alla selezione. Le persone non vogliono infatti rinunciare a ritagliarsi dei momenti di gratificazione e questo, con tutta probabilità, avrà un impatto anche sulla relazione dei consumatori con i brand e con le grandi marche. Non è infatti passato inosservato agli occhi dei cittadini il fatto che le marche e la grande distribuzione si siano fatte carico di una buona parte dell’inflazione, scaricando a valle il minimo possibile. Dall’altra parte però è importante sottolineare che gli investimenti realizzati in passato sulla qualità e sulla responsabilità sociale d’impresa stanno ora dando i loro frutti”.