L’Olympique Lyon risponde a Sara Bjork: la difesa del club

La difesa dell'Olympique Lyon dopo la denuncia di Sara Bjork: parla l'allenatrice della calciatrice islandese, 'abbandonata' perchè madre

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Sara Bjork ha creato scompiglio nel calcio femminile. La giocatrice islandese della Juventus ha raccontato nelle scorse ore la sua spiacevole avventura con l’Olympique Lyon durante la sua gravidanza e dopo la nascita di suo figlio.

Sara ha raccontato di come è stata trattata durante i mesi di ‘ferie’ e al suo ritorno agli allenamenti. Non è tardata ad arrivare la risposta dell’Olympique Lyon, che ha cercato subito di difendersi dall’attacco della sua ex giocatrice.

La difesa dell’Olympique Lyon

Il club ha detto ad RMC Sport di avergli offerto una baby sitter e anche di viaggiare con il suo piccolo e la tata, come nel caso di Amel Majri, rimasta incinta successivamente.

Sonia Bompastor, allenatrice del Lione dal 2021 e madre di quattro figli, ha condiviso il suo punto di vista su questa vicenda: “il preparatore fisico è stato in contatto diretto per seguire la gravidanza e il post parto. Era il riferimento a livello di staff per poter impostare tutto questo lavoro. Camille Abily, la mia assistente, ha avuto dei contatti con Sara, per seguire e perché volevamo sapere come stava andando la sua maternità. Come mamme, anche noi abbiamo voluto organizzare al meglio il suo rientro per gennaio 2022“.

“Per quanto riguarda Sara e Amel, abbiamo avuto le stesse discussioni e le stesse proposte. Quello che avevamo messo in moto per Amel, lo avevamo proposto anche a Sara. Le avevamo mostrato che volevamo sviluppare le cose e tenere presente che era una madre oltre ad essere una calciatrice. La mia sensazione è che fosse una novità per il club, a livello dirigenziale si fidavano molto della nostra sensibilità di donne nei confronti di Camille Abily e nei miei confronti. Erano attenti a questo. Siamo stati in dialogo e scambio con Sara dal momento in cui è tornata. Poiché si trattava di una situazione nuova, c’era un quadro da impostare. E volevamo che si sentisse al meglio come madre in modo da potersi esibire sul campo. Inoltre, forse non tutto era perfetto perché era anche una novità per il club, ma ho la sensazione che a livello tecnico dello staff ci fossimo preoccupati di mettere a posto diverse cose affinché si sentisse realizzata come atleta e come madre”, ha aggiunto.

Sportivamente, vorrei spiegare la realtà che presumo. Sono stato io a decidere di non continuare con Sara. Appena tornata era parte integrante del gruppo. L’ho giudicata solo per questo, durante le partite, anche se Sara era una giocatrice che già conoscevo un po’. Nel mezzo ho avuto molta competizione e giocatori che hanno risposto meglio a quello che volevo. In termini di prestazioni e profilo, non corrispondeva alle mie aspettative e al mio piano di gioco”, ha concluso, affidando dunque a motivi prettamente tecnici la rottura tra Sara ed il Lyon e non dovuti alla sua maternità.