Cultura: Capitale italiana 2023, Procida ha passato testimone a Bergamo e Brescia

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Milano, 18 gen. (Adnkronos) – Procida ha passato il testimone di Capitale Italiana della Cultura a Bergamo e Brescia: la cerimonia che ha ufficializzato l’anno della cultura 2023 e che ha avvicendato la Capitale delle scorso anno a quella dell’anno in corso si è tenuta oggi pomeriggio nel Palazzo Reale di Napoli, in piazza del Plebiscito. Una cerimonia di un paio d’ore che ha sancito la conclusione del percorso dell’isola campana e che ha di fatto consegnato a Bergamo e Brescia il riconoscimento istituito nel 2017 dall’allora ministro del Mibact Dario Franceschini.
A rappresentare Bergamo e Brescia, che si avvicinano all’inaugurazione in programma questo fine settimana nei due capoluoghi lombardi, i sindaci Giorgio Gori ed Emilio Delbono, volati a Napoli in giornata per salutare la conclusione dell’anno della cultura di Procida 2022 alla presenza del ministro della cultura Gennaro Sangiuliano e del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: “Oggi -ha detto De Luca- lasciamo il testimone a due grandi realtà, straordinarie del nostro Paese, Bergamo e Brescia. Bergamo e Brescia rappresentano il trait d’union tra la modernità e il grande patrimonio culturale del nostro Paese. Sono anche terre di due grandi Papi, Papa Giovanni e Papa Montini. Bergamo la città dei Mille, la città della prima casa comunale d’Italia, Brescia la leonessa d’Italia: voi siete i rappresentanti migliori dell’unità del nostro Paese. Un grande in bocca al lupo”.
“Ai sindaci di Bergamo e Brescia -ha aggiunto dal palco il sindaco di Procida, Dino Ambrosino- consegno l’emozione di questo straordinario riconoscimento, ma anche l’emozione dei miei concittadini, che spero si trasferisca a bergamaschi e bresciani nel vivere il loro anno della cultura”.
“Noi viviamo l’emozione dell’attesa, quella della vigilia -ha affermato il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori-. Ci felicitiamo con Procida per quello che è stata capace di fare, per l’isola e non solo. Noi stessi abbiamo cercato di interpretare la designazione di Bergamo Brescia 2023, nata dai mesi difficili vissuti dalle nostre città, come un segno di speranza per i nostri concittadini, lavorando insieme a un’esperienza unica, due città, due territori insieme, una sfida complessa e appassionante. Abbiamo condiviso l’idea di un territorio che si mette in movimento e che scommette sulla cultura come fattore di crescita e di comunità”.
“Noi -ha aggiunto il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono- abbiamo immaginato che due città laboriose e conosciute per il loro dinamismo industriale venissero riconosciute come enciclopedie urbane, con i loro 3000 anni di storia e un grande patrimonio culturale e artistico. Abbiamo voluto sperimentare anche la cultura come cura, di fronte alla perdita di 45mila persone morte in Lombardia per via del Covid. La cultura è stata elemento di rassicurazione, ma anche la cura è figlia di una civiltà, della cultura di pensare agli altri, come è avvenuto nel periodo della pandemia. E in questo l’Italia è unita. Ci sono i monumenti, certo, ma i monumenti da soli non son utili se non sono utilizzati, fruiti, nella nostra vita collettiva”.
Insieme ai sindaci, son volati a Napoli anche quattro volontari, due bergamaschi e due bresciani, a sottolineare simbolicamente l’importanza della cittadinanza attiva al servizio dell’imminente Capitale della Cultura 2023.