Il CIO fa dietrofront: russi e bielorussi riammessi alle competizioni

Atleti russi e bielorussi potranno tornare a competere a livello internazionale: il CIO fa dietrofront sulle sanzioni per la guerra tra Russia e Ucraina

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Il CIO fa dietrofront: il Comitato Olimpico Internazionale ha deciso di riammettere alle competizioni internazionali gli atleti russi e bielorussi dopo l’esclusione dello scorso anno a causa della guerra tra Russia e Ucraina.

Gli atleti russi e bielorussi potranno competere, ma sotto bandiera neutrale e se soddisfano una serie di condizioni tra cui “non aver sostenuto attivamente la guerra in Ucraina“.

L’esecutivo del CIO ritiene che “nessun atleta può essere privato della competizione a causa del proprio passaporto“.

Il provvedimento arriva a un anno e mezzo esatto dall’inizio dei Giochi Olimpici di Parigi, i cui tornei di qualificazione sono già in corso. Ora potranno accedervi gli atleti dei due paesi che sono stati sanzionati.

In questa decisione, il CIO afferma di aver preso in considerazione una lettera del relatore delle Nazioni Unite contro il razzismo e la discriminazione, in cui esprimeva la propria preoccupazione per il fatto che vietare la partecipazione di atleti, arbitri e altri attori sportivi in ​​base alla propria nazionalità potrebbe essere discriminatorio.

Il comunicato sottolinea inoltre che gli atleti russi e bielorussi riammessi dovranno dimostrare di rispettare il codice antidoping, e in tal senso saranno sottoposti a test individuali.

Il CIO ribadisce inoltre la necessità di rafforzare le sue sanzioni contro la Russia e la Bielorussia come Stati, il che implica di non organizzare al loro interno alcun evento sportivo internazionale e di non utilizzare le bandiere, gli inni o altri emblemi di entrambi nelle competizioni.

Allo stesso modo, nessun alto funzionario dei governi russo e bielorusso dovrebbe essere invitato o accreditato a eventi sportivi internazionali, sottolinea il CIO.