Eto’o aggredisce uno youtuber, poi le scuse: la lettera sui social

Eto'o si scusa pubblicamente con una lunga lettera sui social dopo l'aggressione allo youtuber che in breve ha fatto il giro del mondo

SportFair

Un brutto episodio si è verificato al termine del match degli ottavi di finale tra Brasile e Corea del Sud ai Mondiali del Qatar: Samuel Eto’o ha aggredito uno youtuber con spintoni e calci. L’ex Inter ha perso la testa, prima ha aggredito l’uomo, poi ha sferrato un calcio che ha mandato ‘Sadouni SM’ a terra.

Dopo il racconto dello youtuber, che ha spiegato quanto accaduto, è intervenuto anche Eto’o stesso, chiedendo pubblicamente scusa, con una lunga lettera sui social.

Le scuse di Eto’o

“Le mie più sentite scuse. Il 5 dicembre, dopo la partita Brasile-Corea del Sud, ho avuto un violento alterco con una persona che probabilmente era tifosa algerina. Voglio scusarmi per aver perso la pazienza e aver reagito in un modo che non corrisponde alla mia personalità. Chiedo scusa al pubblico per questo spiacevole incidente.

Mi impegno a continuare a resistere alle continue provocazioni e alle vessazioni quotidiane di alcuni sostenitori algerini. Infatti, dalla partita Camerun-Algeria del 29 marzo a Blida, sono stato oggetto di insulti e accuse di imbroglio senza alcuna prova. Durante questa Coppa del Mondo, i tifosi camerunesi sono stati vessati e vessati dagli algerini per lo stesso motivo. Vorrei ricordare che lo scenario della sconfitta dell’Algeria è stato crudele, ma perfettamente in linea con le regole e l’etica del nostro sport. Tutti i ricorsi presentati dalla Federcalcio algerina dinanzi ai tribunali competenti sono stati respinti. Faccio quindi appello alle autorità algerine e alla Federazione algerina affinché si assumano le proprie responsabilità e pongano fine a questo clima malsano prima che si verifichi una tragedia più grave. Ai tifosi dei Fennec auguro di ritrovare la serenità e di superare la delusione per una perdita dolorosa, ormai superata“, queste le parole dell’ex calciatore sui social.