“Supercazzoliamo la Consob”, le intercettazioni che mettono nei guai la Juve

Tutte le ultime intercettazioni che mettono nei guai la Juventus: la situazione del club bianconero è delicata

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E’ sempre più delicata la situazione in casa Juventus, la condizione del club bianconero è peggiorata dopo le dimissioni del Cda e del presidente Andrea Agnelli dopo 12 anni. E’ stata aperta un’altra inchiesta sul pagamento degli stipendi nel periodo iniziale della pandemia, attraverso scritture private con i calciatori poi non contabilizzate a bilancio.

Le nuove intercettazioni sull’inchiesta Prisma rischiano di inchiodare la Juventus. E’ il riferimento alle plusvalenze fittizie e gonfiate, in particolar modo non sono passate inosservate le intercettazioni di Stefano Cerrato, attuale Cfo bianconero: “tanto la Consob la supercazzoliamo”. Il riferimento è allo scambio Aké-Tongya col Marsiglia del gennaio 2021 con i due giovani valutati 8 milioni di euro.

Poi sullo scambio Pjanic-Arthur con il Barcellona: “penso che sarebbe opportuno dargli un riferimento di principio contabile o di qualcosa, cioè io posso supercazzolarli in modo più raffinato?”.

“In 15 anni ricordo solo una situazione così brutta, Calciopoli. Lì ci davano addosso tutti, qui ce la siamo creata noi”, sono le parole di Stefano Bertola, ex direttore finanziario della Juventus, in un’intercettazione ambientale del 22 luglio 2022.

Commentando la verifica della Consob del 13 luglio, Cherubini racconta di aver detto a Paratici di aver “spinto troppo in là una modalità lecita”, quella delle plusvalenze. Secondo Paratici “mettere 4 o 8 in uno scambio è uguale, vammelo a dimostrare”. Un sistema di cui tutti erano a conoscenza, a partire da Andrea Agnelli, come conferma una mail di Bertola del 18 novembre 2020, indirizzata al presidente, in cui si dice che “riduzione stipendi e plusvalenze sono operazioni chiave per la messa in sicurezza”.

Il rinvio a giudizio

Le richieste di rinvio a giudizio saranno notificate a breve, le accuse sono false comunicazioni sociali, ostacolo all’esercizio degli organi di vigilanza, aggiotaggio informativo e false fatturazioni per operazioni inesistenti.