La versione integrale dell’intervista di Ronaldo che ha scatenato il caos

Cristiano Ronaldo senza freni: è stata pubblicata l'intervista completa del portoghese a Piers Morgan

SportFair

E’ stata pubblicata la versione integrale dell’intervista di Cristiano Ronaldo a Piers Morgan, le anticipazioni avevano già scatenato motivi di discussione e le nuove dichiarazioni non sono passate inossevate. Il portoghese non risparmia nessuno, tra i nuovi passaggi anche un retroscena sul Manchester City e un elogio a Massimiliano Allegri, dimenticati invece Sarri e Pirlo.

Il retroscena sul City: “nel 2021 sono stato vicino a passare al City. Sono rimasto sorpreso quando hanno cercato di ingaggiarmi, ma i miei sentimenti e il mio passato con il Manchester United hanno fatto la differenza. È stata una decisione consapevole, fatta con il cuore, non ho rimpianti. Sir Alex è stato la chiave, gli ho parlato e lui mi ha detto ‘è impossibile per te andare al Manchester City’. E io gli ho risposto solo: ‘ok Boss’. È stata una buona decisione, è successo tutto velocemente perché ho deciso nel giro di 72 ore: avevo parlato anche con altri club, inizialmene il Manchester United non era tra questi, e ha sorpreso anche me”.

Zero progressi al Manchester United: “quando ho firmato e hanno firmato anche Sancho e Varane, credevo che le cose sarebbero andate nel modo in cui a Manchester dovrebbero andare. Pensavo davvero che fossero cambiate tante cose dopo 13 anni. Ma poi sono rimasto sorpreso, in senso negativo. Tutto era uguale. Mi sono accorto che il club era indietro, come se per loro l’orologio si fosse fermato. La piscina, la vasca idromassaggio, anche la palestra. Tutto uguale. Anche la cucina, gli chef… che apprezzo, sono persone adorabili, si sono fermati nel tempo”.

carta Ronaldo
Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Il confronto con Real e Juventus

“Dopo Sir Alex Ferguson, al Manchester United non c’è stata alcuna crescita: i progressi sono stati pari allo zero, soprattutto se si fa il confronto con Real Madrid o Juventus, che hanno tecnologie e infrastrutture recenti e hanno sempre cercato di progredire anche dal punto di vista dell’allenamento e dell’alimentazione. Lo United è indietro rispetto ad altri grandi club: un club di quelle dimensioni dovrebbe essere al top, ma al momento non lo è. Spero lo possa raggiungere nei prossimi anni”.

L’affondo a Rangnick

“Un aspetto importante è stato come lo United ha esonerato Solskjaer, per prendere un direttore sportivo come Ralf Rangnick. Ed è una cosa che nessuno ha capito: non è mai stato un allenatore, e la cosa ha sorpreso non solo me, ma tutto il mondo. Lo United non ha seguito la strada giusta per raggiungere il successo come fatto da Liverpool, Manchester City, Chelsea… sono un passo indietro o due per colpa di questi errori. Non avevo mai sentito parlare di lui. Lo rispetto, tutti gli allenatori della mia carriera li ho dovuti chiamare capo, ma dentro di me non l’ho mai visto come il capo”.

“Sono sempre stato insieme ai migliori allenatori del mondo: Zidane e Ancelotti, Mourinho, Fernando Santos, Allegri… quindi ho un po’ di esperienza perché ho imparato da loro. E quando vedi alcuni allenatori che vogliono venire a rivoluzionare il calcio, non sono d’accordo, ho la mia opinione e non sono d’accordo, ma fa parte del gioco”. 

I giovani di oggi

“Non hanno la mentalità giusta, non hanno rabbia, ottengono tutto facilmente, non soffrono. A loro non interessa. Ascoltano, ma le cose gli entrano da un orecchio ed escono dall’altro: non mi sorprende ma è anche una vergogna quando hai davanti agli occhi i migliori esempi e non prendi spunto da loro. Quando ero giovane io avevo come esempi Van Nistelrooy, Ferdinand, Roy Keane, Giggs e ho imparato tanto da loro. Diogo Dalot di sicuro avrà una grande carriera e longeva. Dalot è intelligente ed è un grande professionista, così come Martinez e Casemiro”.

La morte del figlio

“Il momento più difficile della mia vita. Cristiano jr ormai ha 12 anni, capisce tutto ma allo stesso tempo era confuso: ne abbiamo parlato e abbiamo pianto insieme. I più piccoli ci chiedevano dove fosse il fratellino. Dopo una settimana ho detto: ‘Siamo onesti, diciamo tutto’. Allora ho detto: ‘Angel è andato in paradiso’. E’ meglio dirlo così. I bambini hanno capito, hanno fatto disegni per Angel e indicavano il cielo. Io prego e parlo ogni giorno con lui. Fa parte della vita e non volevo mentire ai bambini: allo stesso tempo sono diventato più padre e loro si sono avvicinati di più a me. Ho anche ricevuto una lettera dalla famiglia della Regina e sono rimasto molto sorpreso. Ecco perché dico che ho un grande rispetto per la comunità inglese, per gli inglesi, perché sono stati molto gentili con me”.

Bordate a Ten Hag, Rooney e Neville

Su ten Hag: “mi sono sentito tradito, mi hanno reso una pecora nera. Ho avuto la percezione che la maggior parte delle persone non mi volesse più al Manchester United, non solo in questa stagione ma anche nella passata. Non ho rispetto per Ten Hag, così come lui non ha rispettato me”.

Su Rooney e Neville: “non capisco perché mi critichi così tanto, non capisco se sia geloso di me. Io davvero non capisco le persone così, se vogliono finire in prima pagina o vogliono un nuovo lavoro o qualsiasi altra cosa. Probabilmente è geloso perché ha finito la sua carriera a trent’anni. Io sto ancora giocando ad alto livello. Non dirò che sono meglio di lui, il che è vero… ma è difficile ascoltare quel tipo di critiche da parte di persone che hanno giocato con te. Così come Gary Neville. Significa molto perché ero in uno spogliatoio con loro, fanno parte del mio viaggio nel calcio. Come ho detto molte volte, Roy Keane per me è stato il mio miglior capitano di sempre. Rio Ferdinand mi ha aiutato molto. Sono bravi ragazzi non solo perché parlano bene di me, ma erano lì nello spogliatoio, sono giocatori di calcio, sanno come pensano i giocatori e come si comportano. E ascoltare ex colleghi e compagni di squadra criticarti e vedere solo un punto di vista… è facile criticare se hai un lavoro in televisione perché devi criticare per essere più famoso”.