Red Bull difende Max Verstappen: “minacce di morte deplorevoli”

La Red Bull difende Max Verstappen dopo la sua decisione di non cedere la posizione al compagno di squadra Perez in Brasile: la nota del team

SportFair

E’ tutto pronto ad Abu Dhabi per l’ultimo round della stagione 2022 di Formula 1. In attesa di vedere i piloti in pista, già da oggi, per le prime sessioni di prove libere, a Yas Marina si è parlato ancora tanto di quanto accaduto la settimana scorsa  in Brasile.

L’argomento più chiacchierato è il rifiuto di Verstappen a cedere la posizione al suo compagno di squadra ad Interlagos. Per questo gesto, l’olandese della Red Bull è stato inondato di critiche, con insulti e minacce sui social.

La nota della Red Bull

Red Bull ha deciso quindi di intervenire per prendere le difese di Verstappen e lo ha fatto con una nota: “come squadra abbiamo commesso alcuni errori in Brasile. Non avevamo previsto la situazione che si è verificata all’ultimo giro e non avevamo concordato una strategia per un simile scenario prima della gara. Purtroppo Max è stato informato solo all’ultima curva della richiesta di cedere la posizione senza che gli fossero trasmesse tutte le informazioni necessarie. Questo ha messo Max, che è sempre stato un giocatore di squadra aperto e leale, in una situazione difficile con poco tempo per reagire, cosa che non era nelle nostre intenzioni. Dopo la gara Max ha parlato apertamente e onestamente, consentendo a entrambi i piloti di risolvere qualsiasi problema o tensione che ci fosse in sospeso. Il team accetta le ragioni di Max, la conversazione è stata una questione personale che rimarrà privata tra il team e non saranno fatti ulteriori commenti”, si legge nella nota.

“Gli eventi successivi, dal punto di vista dei social media, sono del tutto inaccettabili. Il comportamento offensivo online nei confronti di Max, Checo, del Team e delle rispettive famiglie è scioccante e triste e purtroppo è qualcosa che noi come sport dobbiamo affrontare con deprimente regolarità. Non c’è posto per questo nelle corse o nella società nel suo complesso e dobbiamo fare e migliorare. In fin dei conti questo è uno sport, siamo qui per correre. Le minacce di morte, le lettere d’odio, il vetriolo verso i membri di una famiglia sono deplorevoli. Diamo valore all’inclusione e vogliamo uno spazio sicuro in cui tutti possano lavorare e godere del nostro sport. Gli abusi devono finire“, ha concluso la Red Bull.