Bufera Juventus, cosa rischia il club dopo le dimissioni del Cda

Tutti i rischi per la Juventus dopo le dimissioni del Cda: situazione delicata per il club bianconero

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Sono ore di grande preoccupazione in casa Juventus, dal punto di vista societario ma anche sportivo. Le dimissioni del Cda bianconero e del presidente Andrea Agnelli hanno scatenato un vero e proprio terremoto, la situazione è in continua evoluzione e in mattinata è stato nominato il nuovo presidente: Gianluca Ferrero. Sono in corso le indagini sulla gestione del club negli ultimi anni: dalla questione delle plusvalenze al pagamento degli stipendi ai calciatoti nel periodo della pandemia.

Il terremoto delle ultime ore potrebbe avere conseguenze anche dal punto di vista sportivo. Il primo filone sul caso plusvalenze si era concluso con l’assoluzione di Agnelli, Paratici, Arrivabene, Nedved, Cherubini e Cda bianconero all’epoca dei fatti. Potrebbero emergere nuove intercettazioni con il rischio di illecito sportivo e si potrebbe tornare davanti alla Corte Federale.

Il secondo filone riguarda le scritture private con i calciatori per il pagamento degli stipendi nel periodo iniziale della pandemia e tutto ruota intorno alla ‘carta Cristiano Ronaldo’, potrebbe essere aperto un nuovo fascicolo e i due filoni essere inseriti in un’unica inchiesta.

Agnelli
Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Cosa rischia la Juventus dal punto di vista sportivo

Le sanzioni sulle violazioni in materia gestionale ed economica sono regolate dall’articolo 31 del codice di giustizia sportiva. Se “la falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi ovvero qualsiasi altra attività illecita o elusiva” ha consentito di ottenere l’iscrizione al campionato, la sanzione sarà molto più pesante.

Il comma 2 prevede che le sanzioni vanno dalla “penalizzazione di uno o più punti in classifica” alla “retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza e dunque il passaggio alla categoria inferiore”, fino all’esclusione dal campionato.

Se la variazione in bilancio non fosse stata decisiva per l’iscrizione al campionato, le sanzioni si limiterebbero a una multa salata e all’inibizione dei dirigenti coinvolti.

I punti di penalizzazione potrebbero comunque arrivare per la questione degli stipendi. “La società che pattuisce con i propri tesserati o corrisponde comunque loro compensi, premi o indennità in violazione delle disposizioni federali vigenti, è punita con l’ammenda da uno a tre volte l’ammontare illecitamente pattuito o corrisposto, cui può aggiungersi la penalizzazione di uno o più punti in classifica”.