Perché Allegri deve essere esonerato e perché la pista Montero è l’unica percorribile

La Juventus continua a valutare l'esonero di Allegri, ma il ribaltone è ormai inevitabile

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Sono in corso valutazioni in casa Juventus, la dirigenza non ha preso ancora una decisione sul futuro di Massimiliano Allegri. Il rendimento dei bianconeri è stato pessimo, in campionato e Champions League. In Serie A la situazione è già delicata con il distacco di 7 punti dalla vetta della classifica, in Champions League la qualificazione è appesa ad un filo dopo le prime due sconfitte contro Psg e Benfica.

La sconfitta contro il Monza con il risultato di 1-0 ha rappresentato il punto più basso degli ultimi anni della Juventus, un avversario all’esordio in massima categoria e reduce da un solo punto in sei partite. La gara contro la compagine di Palladino ha fatto emergere tutti i problemi della squadra, soprattutto dal punto di vista delle motivazioni. L’allenatore Allegri merita l’esonero e il ribaltone è ormai inevitabile. La dirigenza ha deciso di prendersi un po’ di tempo prima di decidere, ma è sempre più tentata dal cambio. Per il sostituto l’unica pista percorribile è quella che porta all’allenatore della Primavera, Paolo Montero. Il tecnico Allegri non ha intenzione di dimettersi e la Juventus non può permettersi di pagare un altro allenatore.

Perché Allegri deve essere esonerato

  • Che fine ha fatto il gioco? La Juventus non gioca a calcio ormai da due anni. La squadra è scollegata, non riesce a creare gioco e le vittorie in stagione sono arrivate solo grazie a giocate dei singoli. E’ il caso di Vlahovic che è stato costretto ad inventarsi due gol su punizione per regalare punti in classifica. La squadra è piatta, troppo attendista. Allegri si affida ad un possesso palla che produce poco o niente. Il primo tempo contro la Roma è stato all’altezza, aggressivo e con la voglia di andare il gol. Dopo il vantaggio la squadra è arretrata in fase difensiva, è un po’ il marchio di fabbrica delle squadre di Allegri. Manca un po’ la mentalità vincente, quella di proporre un gioco offensivo anche in situazioni di vantaggio.
  • La squadra non lo segue più – La partita contro il Monza sembra lasciare pochi dubbi: la squadra non segue più l’allenatore. La prestazione è stata negativa non solo dal punto di vista tecnico, è mancata la voglia di vincere la partita ad ogni costo. Sono stati commessi tantissimi errori anche dal punto di vista tecnico, inspiegabili per calciatori di un certo spessore tecnico.
  • La contestazione dei tifosi – Anche i tifosi hanno silurato Massimiliano Allegri. Sui social continua a spopolare #AllegriOut e la contestazione è iniziata già dalla sconfitta contro il Benfica. Il rapporto è ormai compromesso, anche i grandi sostenitori del livornese sembrano aver cambiato idea.
  • La squadra è competitiva – Forse non è la più forte del campionato di Serie A, ma sicuramente con più qualità di Sampdoria, Salernitana e Monza che hanno messo sotto la squadra di Allegri. A gennaio è arrivato uno dei migliori attaccanti del campionato, Vlahovic. Milik si è dimostrato un grande acquisto, Di Maria è un calciatore di grande qualità. Kostic deve ancora ambientarsi, Paredes è un buon centrocampista. De Ligt è stato sostituito con Bremer. In più a breve rientreranno in squadra calciatori come Chiesa e Pogba. In pochi possono permettersi calciatori del genere. Almeno la qualificazione in Champions è d’obbligo.
  • I risultati rappresentano il giudice principale. E condannano Allegri. In 7 partite la squadra ha conquistato 10 punti, frutto di due vittorie, quattro pareggi e una sconfitta. Occupa l’ottavo posto e il rendimento è stato da metà classifica. In Champions League ha perso due volte nelle prime due partite della fase a gironi, non era mai successo prima. E la qualificazione è già appesa ad un filo dopo due giornate.
  • Le dichiarazioni di Allegri – “La squadra è competitiva per vincere lo scudetto”, aveva dichiarato lo stesso Allegri alla vigilia dell’inizio del campionato. Le convinzioni del tecnico si sono già ribaltate dopo appena 7 giornate. In più le dichiarazioni rilasciate alla vigilia della partita contro il Monza hanno infastidito dirigenza e calciatori. Insomma, anche dal punto di vista comunicativo Allegri non è stato proprio impeccabile.