Maratona delle Dolomiti, è giallo sulla vittoria di Stagni: l’accusa è di aver truccato la gara | VIDEO

Il giallo della vittoria di Stefano Stagni alla Maratona delle Dolomiti: le accuse e le parole dell'atleta

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E’ stato uno dei personaggi più chiacchierati dell’ultimo mese per la prestazione monstre in occasione della Maratona delle Dolomiti: stiamo parlando di Stefano Stagni. Adesso è finito sulle prime pagine dei giornali, in particolar modo è partita un’inchiesta dal Corriere della Sera. “Domenica 3 luglio ho vinto la Maratona delle Dolomiti, che per noi ciclisti è come New York per i podisti. All’arrivo ho pianto, mangiato, festeggiato e poi dormito dieci ore di fila. Al risveglio, il mio telefono si è bloccato per i troppi messaggi: alcuni erano di complimenti, la maggior parte di insulti. Sono rimasto tramortito”, racconta Stagni.

In evidenza la posizione di Strava (il Facebook dello sport dove postano allenamenti e gare gli atleti) che ha rifiutato di certificare la sua prestazione: “le performance di questo atleta sono ritenute improbabili dal sistema e dagli utenti”, si legge. I commenti sui social sono scatenati e le accuse pesanti. “Stagni aveva un motorino nella bici e ha barato violando una manifestazione sacra. Ha ingannato tutti fuori dall’occhio delle telecamere sfruttando i tratti di raccordo tra una salita e l’altra, tra Cernadoi e il Giau e tra il Giau e il Falzarego, quando il gruppo dei migliori l’aveva inesorabilmente staccato. Ma ha barato anche in diretta tv”, si legge sempre sul Corriere.

“Sono onesto, se guardassi da utente esterno il video che circola sul web per incolparmi direi: sì, questo tipo ha barato. Ma non è così”, risponde Stagni. Il video è diventato virale sui social ed è stato girato sul Mür dl Giat, la rampa finale prima di Corvara. “Stagni pigia in un punto del manubrio dove non ci sono né leve del cambio né dei freni e la bici scatta in avanti”, continua l’articolo. “Onestamente non lo so, era un gesto della mano automatico, nervoso. Ma lei pensa che sarei così stupido da accendere un motorino in diretta Rai, a due passi dal traguardo?”, dice Stagni. “È vero che sul Colle Santa Lucia per rientrare in gruppo ho fatto una tirata pazzesca. Gli altri tempi sono ottimi ma normali. Sul Giau ho impiegato 4 minuti più di Nibali al Giro, sul Falzarego lo stesso tempo del 2021”. 

Restano due misteri. Perché il file rilevato dal computer dell’atleta è rifiutato da Strava? “Hanno ricevuto 600 segnalazioni di irregolarità e l’hanno bloccato di default. È un attacco di haters, di colleghi invidiosi. Ho scritto inutilmente a Strava per chiarire la mia posizione, il file originale è a disposizione degli scettici”, spiega Stagni. E infine: chi ha fatto sparire dal rettilineo d’arrivo la bici «sospetta»? “Ad aprile ho subito un furto dopo una corsa. La bici, che a Corvara avevo perso di vista, è stata messa al sicuro: se gli organizzatori me l’avessero chiesta l’avrei fatta esaminare”, conclude Stagni.

“L’Italia è il Paese dove chi arriva 200° pensa che i 199 davanti a lui abbiano barato. Ma io ho la coscienza pulita, pedalo per divertirmi”.