Ancora una medaglia a Roma 2022! Azzurre d’argento nel libero combinato

Azzurre d'argento nel nuoto sincronizzato: il Team Italia al secondo posto nel libero combinato

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Le ragazze del sultano Solimano sono d’argento. Il Team Italia è secondo soltanto alle leader incontrastate dell’Ucraina. Nella finale diretta del libero combinato le azzurre, bronzo ai Mondiali di Budapest 55 giorni fa, conquistano la medaglia d’argento con 92.6667 (27.7 per l’esecuzione, 37.0667 per l’impressione artistica, 27.9 per le difficoltà). E’ la medaglia numero 50 della Nazionale di sincro nella storia degli Europei. Nello specifico tre, 17 e 30.

La musica è tratta dall’Album Koser di Aytekin Atas, quarantaquattrenne compositore turco, oltre ventimila followers su Instagram. Sono terze ad esibirsi, dopo le routine di Ucraina che si incorona campione d’Europa con 95.2 (28.5, 38.0 e 28.7) e la Grecia che è terza con 89.4 (26.8, 35.6 e 27.0). Insieme al capitano Gemma Galli, volteggiano Domiziana Cavanna e Linda Cerruti, Costanza Di Camillo e Costanza Ferro, Marta Iacoacci e la finalista di Miss Italia 2018 Marta Murro, Enrica Piccoli (la fortunatissima fidanzata del bicampione del mondo e tri campione d’Europa Giorgio Minisini), Federica Sala e Francesca Zunino. La coreografia è del trio Vlada Chigireva, Aleksandra Patskevic e Svetlana Romashina.

L’esercizio nasce dalla passione per una serie televisiva che narra il grande amore del sultano Solimano, detto il Magnifico o il Legislatore, che ha segnato la storia dell’impero ottomano. Le famose lettere scritte alla schiava ucraina. Il sogno di un oriente fascinoso e sensuale denso di misteri e tragedie, tra gli intrighi e gli sfarzi dell’Harem Topkapi.
E’ un esercizio competitivo e innovativo dove le ragazze compiono dei movimenti rotondi cui non erano abituate e che sono più difficili da sincronizzare. Una routine tra sogno e realtà. Una favola d’altri tempi che è sempre bello rileggere. Tornare bambini e crederci un po’. Solimano fu sultano e padiscià dell’Impero ottomano dal 1520 fino alla sua morte e tra i monarchi più importanti dell’Europa del XVI secolo portando il suo popolo ai massimi fulgori.