Piovono critiche su Nadal, la Società Spagnola di medicina dello Sport risponde ai ciclisti e all’UCI: “le inflitrazioni non sono doping”

I medici spagnoli rispondono alle critiche sulle infiltrazioni di Rafa Nadal al Roland Garros

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Rafa Nadal ha vinto domenica scorsa il suo 14° Roland Garros. Una vittoria strepitosa per il maiorchino, non in perfette condizioni fisiche. Il tennista spagnolo, al termine dello Slam francese, ha rivelato di aver giocato col piede addormentato: per non sentire dolore sono state necessarie delle infiltrazioni.

Dichiarazioni, quelle di Nadal, che hanno scatenato il caos: dal mondo del ciclismo, infatti, sono piovute molte critiche, ma i medici spagnoli non hanno tardato a rispondere all’UCI e ad alcuni corridori.

La Società Spagnola di Medicina dello Sport ha emesso una nota informativa affermando che “l’infiltrazione non è doping”.

In 12 punti, l’ente medico spiega che, tra le tante cose, “le infiltrazioni anestetiche sono procedure terapeutiche di ampio e antico utilizzo, sia in ambito sportivo, sia lavorativo e in molti altri. Le indicazioni per le infiltrazioni sono ben definite in medicina e il loro obiettivo fondamentale è ridurre il dolore localizzato in un’area anatomica. Non sono vietate infiltrazioni nel ciclismo da parte dell’Unione Ciclistica Internazionale, come è stato segnalato da qualche atleta di nazionalità francese“, .

Relazionare concetti di infiltrazione e doping non è corretto ed è forse destinato a mettere in dubbio la liceità dei risultati di alcuni atleti. L’infiltrazione non è un metodo di doping a meno che non venga somministrata una sostanza proibita in quell’iniezione“, conclude la nota.