Jeremie Makiese, il portiere che ha lasciato tutto per l’Eurovision: “per me è impossibile scegliere tra calcio o musica”

Jeremie Makiese, il portiere protagonista all'Eurovision: il calciatore-cantante che è salito alla ribalta negli ultimi giorni

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Il nome di Jeremie Makiese è salito alla ribalta. Ma andiamo con ordine. Chi è Jeremie Makiese? Un portiere, ma non solo. E’ anche un cantante belga. E’ diventato molto famoso in quanto rappresentante del Belgio all’Eurovision Song Contest 2022 con il brano Miss You. E’ nato ad Anversa da genitori immigrati dalla Repubblica Democratica del Congo. Inizialmente ha praticato calcio, all’età di 13 anni ha iniziato a giocare come portiere nel BX Brussels, nel 2021 ha firmato un contratto per un anno con il Royal Excelsior Virton. Precedentemente anche l’esperienza nel Royal Wallonia Walhain.

Nel 2020 è diventato ‘famoso’ per aver partecipato alla nona edizione di The Voice Belgique su La Une. La sua esibizione è stata molto apprezzata. Ha raggiunto la finale, venendo proclamato vincitore dal televoto. Parla sia il francese che il fiammingo. Nel 2021 l’emittente radiotelevisiva vallone RTBF l’ha selezionato come rappresentante belga per l’Eurovision Song Contest 2022, a Torino.

Jeremie Makiese ha valutato con grande attenzione la proposta, diviso dalla passione per il calcio e quella per la musica. Alla fine ha deciso di accettare dopo il confronto sulla proposta. “Personalmente, mi trovo in una situazione molto particolare essendo un calciatore. Improvvisamente, per l’Eurovision, ho dovuto fare una scelta difficile tra calcio e musica. Non avrò sempre la possibilità di partecipare all’Eurovision, ma i miei compagni di squadra mi hanno supportato e questo ha reso il mio lavoro più facile. A parte questo, vado avanti nella mia vita e nella mia carriera artistica. Fondamentalmente, è una benedizione sotto mentite spoglie. Una pausa positiva”, aveva dichiarato il calciatore.

“Mentalmente vedo molte somiglianze tra essere un portiere e cantare. In entrambi i casi, non posso permettermi errori. Se canto stonato, la mia prestazione è pessima e se faccio entrare in porta una palla, la mia squadra può perdere. Per me quindi è impossibile scegliere tra calcio o musica. Non riesco a immaginare di dover smettere di fare nessuno dei due, li amo entrambi allo stesso modo”.