Adesso tutti zitti! Jacobs pungente: “Tokyo non è stata un caso”

Le parole di Marcell Jacobs dopo la vittoria della medaglia d'oro ai Mondiali indoor di Belgrado

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Dopo i trionfi olimpici, Marcell Jacobs conquista anche il titolo mondiale nei 60 metri, ai Mondiali indoor di Belgrado, siglando il record europeo con 6.41. Battuto in finale lo statunitense Christian Coleman per soli tre millesimi (6.41 per l’argento), bronzo all’altro americano Marvin Bracy con 6.44. Mai nessun azzurro aveva vinto l’oro ai Mondiali indoor nello sprint, un risultato che incorona il 27enne bresciano delle Fiamme Oro come padrone della velocità mondiale a tutti gli effetti. Superato di un centesimo il primato continentale del britannico Dwain Chambers che resisteva dal 2009 (6.42 a Torino), Jacobs diventa anche il quarto uomo al mondo di ogni epoca dopo Coleman (6.34), Maurice Greene (6.39), Ronnie Baker (6.40) e al pari di Andre Cason (6.41), tutti statunitensi. Festeggia l’oro mondiale indoor ventuno anni dopo il titolo mondiale del suo coach Paolo Camossi che aveva trionfato a Lisbona 2001 nel triplo.

È una notte magica – le parole del campione olimpico e mondiale Marcell Jacobs – sono venuto qui nelle migliori condizioni, bisogna sempre dimostrare di essere i più forti quando conta e sono orgoglioso di aver conquistato anche questo titolo. Ringrazio tutti gli italiani per il supporto, era veramente importante confermarsi e far capire che Tokyo non è stata un caso, ma il frutto dell’impegno di tanti anni e della dedizione. Ho fatto un gran lavoro anche a livello mentale per riuscire a concentrarmi soltanto su me stesso. Oggi mi sono buttato sul traguardo come non mai. E pensare che i 60 metri non sono nemmeno la mia prova preferita: li ho fatti per migliorare la prima parte di gara, pensando ai 100 metri dell’estate”.

Jacobs è un fiume in piena ai microfoni: “Sono contentissimo, devo ringraziare tutto il team che mi supporta. Oggi è la festa del papà e come potevo festeggiarla meglio? Faccio gli auguri a tutti i papà d’Italia e del mondo, e un augurio speciale al papà di Paolo Camossi che in questi giorni ha avuto qualche problema di salute”. E ora si pensa già all’estate, ai Mondiali di Eugene in casa degli statunitensi (15-24 luglio) e agli Europei di Monaco di Baviera (15-21 agosto): “prima della gara ho desiderato tanto questa medaglia d’oro, parlandone con la mia mental coach ci siamo detti che quest’anno si può arrivare a vincere qualsiasi cosa esista in atletica. È un oro indoor come quello che aveva conqustato Paolo nel 2001 nel triplo: per me è più di un allenatore, abbiamo passato momenti non facili, soprattutto quando facevo ancora salto in lungo, ma anche nei primi anni dello sprint. Prendevamo batoste a destra e sinistra. Ora, insieme, siamo campioni del mondo”.