Il calvario di Riccardo Moraschini, costretto ad ‘arrendersi’ dopo la squalifica ingiusta per doping: “non mi rimane altro che accettare l’anno di stop” [VIDEO]

Moraschini alza bandiera bianca: termina la sua battaglia per avere giustizia, si arrende alla squalifica ingiusta per doping

SportFair

Riccardo Moraschini è stato squalificato lo scorso ottobre per essere risultato positivo ad un test anti-doping. Il cestista azzurro, giocatore dell’Olimpia Milano, ha ricevuto una sanzione di un anno di squalifica, ma sin da subito si è dichiarato innocente e ha lavorato con i suoi avvocati per dimostrarlo e, quindi, avere una riduzione, se non una cancellazione della pena.

Moraschini è riuscito a dimostrare di aver assunto la sostanza in questione senza saperlo, perchè è stato a contatto con una persona che usava uno spray cicatrizzante che la conteneva. Adesso, però, a fermare Ricky è la burocrazia italiana: il cestista italiano ha pubblicato ieri un video sui social nel quale racconta la sua terribile avventura, alzando così bandiera bianca.

Moraschini ha raccontato il suo calvario, il ricorso rigettato perchè “non nella sede opportuna” e i tempi lunghissimi per fare ricorso al TAS: per questo motivo il giocatore dell’Olimpia ha dichiarato che la sua battaglia termina qua. Moraschini aspetterà che sia finita la sua squalifica, allenandosi e lavorando sodo guardando al futuro e al suo ritorno in campo.

Il racconto di Moraschini

Il 18 febbraio ho svolto l’udienza in corte d’appello per il mio ricorso. Un’udienza in cui non si è parlato se fosse giusta o meno la squalifica del primo grado, ma se fosse quella la sede giusta del mio ricorso. Perchè la procura Antidoping, durante l’udienza, ha sostenuto il fatto che io essendo un atleta di livello internazionale dovevo andare al Tas in quanto organo internazionale che accoglie ricorsi. La Procura Antidoping stessa ha ammesso l’errore in primo grado. Un errore che però a me costa caro. Io e i miei avvocati abbiamo semplicemente seguito un regolamento scritto che indica di fare ricorso dove ti viene indicato in primo grado. Due casi precedenti, assolutamente uguali al mio, si sono svolti in Corte d’Appello. Qualche giorno fa il Giudice ha giudicato inammissibile il mio ricorso e quindi di fatto me lo ha annullato. Ora se facessi ricorso passerebbero 4-6 mesi, dunque a stagione già terminata. Non mi rimane altro che accettare l’anno di squalifica in primo grado. E questo nonostante mi sia stata riconosciuta la non intenzionalità. Dove l’unico mio errore è stato non sapere che una persona vicina a me stava utilizzando uno spray cicratizzante con all’interno una sostanza proibita“.

La resa di Moraschini: ricorso rigettato, sconterà la squalifica per doping [VIDEO]