Federica Brignone tra passato, presente e futuro: i Mondiali di Meribel, i prossimi record e le prospettive dirigenziali

Federica Brignone analizza il suo periodo di forma a parla anche degli obiettivi per il futuro

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E’ il momento dei bilanci per Federica Brignone, l’italiana è stata ospite dell’ultima puntata di Poligono 360 per commentare la sua stagione. “Ho chiuso molto bene dal punto di vista fisico, soprattutto in gigante. Era da un po’ che stavo sciando bene e avevo buone sensazioni, penso di averlo dimostrato dalle Olimpiadi in avanti (anche a Lenzerheide, nonostante l’errore). Volevo dimostrare quanto bene stavo sciando in questa disciplina e per fortuna ce l’ho fatta all’ultima gara”.

UN FINALE “GIGANTE” – “In gigante sciavo bene già la scorsa estate, ma sono partita in stagione con troppi tarli in testa. Non avevo la continuità che ho adesso. Ora sto sciando facile, non faccio fatica, faccio quello che voglio. È una questione di testa, di fiducia. Sono andata in crescendo. Forse da Lienz ho iniziato davvero a mettere insieme tutti i pezzi”.

I MONDIALI DI MERIBEL – “Posso avere chance ai prossimi Mondiali, anche più che alle Olimpiadi. Non so come sarà a febbraio, ma è una pista molto esposta con una neve primaverile che a me piace molto. La pista è varia e molto bella. Mi piacciono i tracciati con movimenti, molta pendenza e passaggi tattici, difficili. È sicuramente interessante”.

LE ALTRE IN TV – “La televisione per vedere le altre prove è fondamentale in velocità, ha cambiato lo sci. Soprattutto in Super G. Devi scegliere chi guardare. Io ho le mie preferite, che mi danno sicurezza, che mi danno indicazioni serie. È molto importante. Anche una come la Shiffrin non sceglie mai i primi numeri in Super G, cerca sempre di partire dopo per guardare le altre atlete”.

A VOLTE SUCCEDE IL CONTRARIO –Resettare dopo una gara storta? Dipende, a volte mi viene bene. Giovedì ho ricevuto la Coppa del Mondo in Super G, ma ho fatto una gara così brutta che non si vedeva da quattro anni. È stata una giornata tosta. La mia idea era di fare una gara libera a tutta. Non so cosa ho visto, non ho pigliato un canale e mi è dispiaciuto davvero tanto. A volte succede di andare forte in allenamento e in gara uno schifo. Altre volte il contrario. Sono comunque migliorata tanto, uscire velocemente dal tunnel quando le cose vanno male”.

I PROSSIMI RECORD – “Il record di podi di Isolde Kostner è distante solo due lunghezze? Allora mi tocca fare un’altra stagione! Il mio obiettivo è fare 21 vittorie, grandi baldorie e poi posso anche mollare… No dai scherzo! Il prossimo anno cambieranno un po’ i calendari e le trasferte. Potrebbero rimettere le combinate e per me sarebbe un’ottima occasione per podi e bei risultati. Da un lato è un peccato che sia finita la stagione, soprattutto per il gigante, perché sono davvero in fiducia. Dall’altra parte però è stata una stagione molto faticosa, io ho fatto tantissime gare e trasferte, tante giornate sugli sci (alle Olimpiadi tutti i giorni). Sono contenta di andare un po’ più con calma ora. Adesso vado ai Campionati italiani a testare gli sci, poi impostare gli obiettivi e il lavoro per la prossima stagione”.

Federica Brignone
Foto di Jean-Christophe Bott / Ansa

NIENTE PER CASO – “Il segreto della mia brillantezza fisica? Lavoro tanto. Tantissimo. Mi faccio un mazzo incredibile. Ho molta energia, che è una mia qualità. Da quando sono bambina faccio tutti gli sport, nella mia carriera ho sempre fatto sport tutti i giorni. Sono fortunata di famiglia, dove sono tutti degli sportivi. Da bambina ho fatto di tutto, due volte a settimana pattinaggio e atletica, sciavo, non ho mai fatto solo sci. Ogni tanto mi chiedono come faccio ad aver così tanta energia. È che mi piace da morire fare sport. Oggi volevo già andare a fare un giro con le pelli, ora voglio andare a giocare a tennis che è un po’ che non lo faccio. Una delle mie più grandi qualità è di essere forte fisicamente e soprattutto lavorare tanto. Sono forte mentalmente per lavorare così. Quello fa la differenza. Non è solo quanta qualità hai, ma anche quanta voglia hai di faticare. Mi cimento in tantissimi sport, per me è tutto una sfida. Il fatto di non aver avuto grandi infortuni in carriera è dovuto al lavoro. È vero che alcuni sono portati di più a infortunarsi e altri meno. Poi c’è anche un altro aspetto. Guardate una Shiffrin e una Vlhova. Io non le ho mai viste cadere. Anche il modo in cui scii, la tua tecnica, fa la differenza”.

CAMBI GENERAZIONALI – “Ho lavorato con compagne di dieci anni più grandi di me e ora sono in squadra anche con chi ne ha dieci in meno. Quello che mi sembra di vedere è che noi eravamo più multidisciplinari, anche con Manuela Moelgg, Denise Karbon e le altre sapevamo giocare a pallavolo, facevamo tantissime cose. Ora mi sembra che tutti siano molto più professionali da giovanissime. Io la preparazione atletica la facevo un po’ per conto mio, da sola facevo altri sport, da ragazzina non ero affidata a qualcuno come invece succede adesso. Ora già a 15 anni hai il mental coach, il preparatore atletico, il nutrizionista eccetera. Io tante cose le ho fatte da sola e ho sbagliato, ma probabilmente sbagliando sono diventata più forte. Ora da giovanissimi hanno già tutto”.

FUTURO DIRIGENZIALE? –Io con un incarico dirigenziale? Non so se una dura come me potrebbe funzionare in questo sistema. Non so se è la mia vocazione. A me piacerebbe fare dei progetti coi ragazzini, facendo capire loro l’importanza del multisport. Di tutti i tipi. Ma non come insegnante, perché non è il mio”.