Dall’abbraccio della ‘pace’ col russo Burov, alla fuga: la storia di Aleksander Abramenko, l’unico medagliato ucraino alle Olimpiadi di Pechino adesso rifugiato in un parcheggio

La storia di Aleksander Abramenko: l'unico atleta ucraino medagliato a Pechino 2022, adesso rifugiato in un parcheggio in Ucraina

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Il mese scorso è diventato famoso per ‘l’abbraccio della pace’, adesso è rifugiato in un garage in Ucraina, stiamo parlando di Aleksandr Abramenko, atleta ucraino di sci acrobatico, argento alle Olimpiadi di Pechino 2022, andate in scena lo scorso mese.

Le immagini del suo abbraccio con l’atleta Burov hanno fatto il giro del mondo: il russo, bronzo a Pechino 2022, ha abbracciato il suo collega ucraino in quello che è stato battezzato l’abbraccio della pace. “Il mio amico ha vinto una medaglia“, aveva dichiarato Burov dopo l’abbraccio, mentre il suo collega è stato un po’ più freddo: “mi ha abbracciato, sì“. Un abbraccio forse di provocazione, visto che la Federazione ucraina aveva consigliato di evitare i contatti con i colleghi russi.

A poche settimane da quel momento, adesso Abramenko si trova rifugiato in un garage in attesa di poter mettere al sicuro con la moglie russa ed il figlio di appena due anni.

L’ucraino, l’unico medagliato del suo paese alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, è stato costretto a lasciare il suo appartamento vicino all’aeroporto di Kiev, al 20° piano di una torre, per rifugiarsi nel parcheggio dell’edificio con la sua famiglia.

Passiamo la notte nel parcheggio sotterraneo, perché la sirena del raid aereo non smette di suonare“, ha detto Abramenko al New York Times. “È spaventoso dormire a casa“, ha aggiunto l’atleta ucraino, che resterà nel suo Paese in attesa di sapere se sarà chiamato per difenderlo.

Di Rita Caridi

Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015