Al sicuro, ma col cuore a pezzi per i suoi amici! Il racconto dell’ex campionessa ucraina di nuoto sincronizzato: “i miei amici vivono in metropolitana, nessun messaggio dai russi”

Anna Voloshyna racconta come i suoi colleghi e amici stanno vivendo in Ucraina: il racconto dell'ex campionessa di nuoto sincronizzato

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Gli atleti ucraini chiedono la pace, così come anche gli atleti russi. In questi giorni abbiamo assistito a scene davvero commoventi, piene di dolore e tristezza. C’è chi è al sicuro, ma non per questo non vive con preoccupazione e apprensione questi giorni, nei quali l’Ucraina viene bombardata dalla Russia.

Tra questi c’è aanche Anna Voloshyna, ex atleta di nuoto sincronizzato: classe 1991 ha già terminato la sua carriera da sincronette, con dieci medaglie Mondiali e 15 europee e adesso vive in California, dove lavora al fianco di Andrea Fuentes, in Nazionale.

Foto di Zsolt Czegledi / EPA / Ansa

Anna ha parlato delle sue ex compagne di squadra, che vivono in Ucraina: “vivo negli Stati Uniti, ma ho una famiglia in Ucraina. Sono spaventata e sconvolta. Non potevo immaginare che nel 2022 ci sarebbe stata una guerra nel mio paese. Ogni giorno scrivo messaggi ai miei amici e anche ai miei ex colleghi. Alcuni di loro sono riusciti a lasciare il Paese, ma la maggior parte è ancora intrappolata in Ucraina. Stanno sopravvivendo nella metropolitana. Non tutta la squadra di nuoto sincronizzato, alcuni di loro. Kharkov è la città in cui si trovano e ci siamo allenati regolarmente. È una città molto grande e dipende dal quartiere in cui vivi, che tu sia in metropolitana o meno. Nessuno poteva aspettarselo. La città è praticamente al confine con la Russia”, ha raccontato.

 

Non è mancato un commento sui colleghi russi:  “ho ricevuto un’enorme catena di solidarietà dalla comunità del sincro. Mi hanno dato il loro sostegno e mi hanno scritto messaggi emozionanti. Nessuno della squadra russa mi ha scritto. Ho visto solo un messaggio di un allenatore della nazionale che ha dato la sua opinione su Instagram e anche di un atleta. Rispetto e apprezzo il loro coraggio“, ha concluso.