Caso Djokovic, la testimonianza dell’agente: “errore mio, non mi sono confrontata con lui”

Nuovi aggiornamenti che riguardano il caso Djokovic, la testimonianza della donna che avrebbe compilato il modulo

SportFair

Nel mondo del tennis continua a tenere banco il caso Djokovic. E’ stato annullato nuovamente il visto ed è stato presentato un altro ricorso in attesa di una decisione definitiva. Nel frattempo spunta fuori il presunto responsabile dell’errore nella compilazione del formulario di viaggio.

Il manager Edoardo Artaldi era stato inizialmente accusato per aver compilato in modo sbagliato il formulario per l’Immigration australiana: “La domanda è stata presentata dal mio team a mio nome. E’ quanto ho detto ai funzionari dell’immigrazione al mio arrivo, e il mio agente presenta le sue sincere scuse per l’errore amministrativo compiuto quando ha spuntato la casella sbagliata in merito ai miei viaggi prima di arrivare in Australia”, aveva scritto Djokovic qualche giorno fa.

Nelle carte si possono trovare stralci della dichiarazione giurata di una donna, definita dalla stampa australiana come “agente” del serbo. “Alla domanda se il viaggiatore in questione avesse viaggiato, nei 14 giorni precedenti il volo per l’Australia, ho risposto no ma è stato un errore. Non mi sono confrontata con il signor Djokovic sulla correttezza della mia risposta prima di presentare il formulario. Il mio errore nella compilazione del modulo non è stata intenzionale. Riconosco l’importanza di una corretta compilazione di questo importante documento. Sono profondamente dispiaciuta, addolorata e in imbarazzo per l’errore”.