Mamma Tonina non smette di lottare per il suo Marco: riaperta l’inchiesta sulla morte di Pantani

Riaperta per la terza volta l'inchiesta sulla morte di Marco Pantani: mamma Tonina non ha intenzione di arrendersi

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Sono passati 17 anni dalla tragica morte di Marco Pantani, ma ancora nessuno conosce la verità sul suo decesso, avvenuto al residence Le Rose di Rimini. Mamma Tonina, però, non si è mai arresa e nonostante l’archiviazione dell’inchiesta bis del 2016, quando l’omicidio venne escluso, la madre di Marco Pantani ha continuato a lottare e continua a farlo nella speranza di conoscere la verità.

Ecco quindi che l’inchiesta sulla morte di Marco Pantani è stata nuovamente aperta, per la terza volta: si tratta di un fascicolo per omicidio, contro ignoti, aperto dopo l’invio dell’informativa della commissione parlamentare antimafia alla Procura riminese, nel 2019.

Sono stati i giornali locali ad ad annunciare la notizia, confermata poi all’Ansa dall’avvocato della famiglia Pantani. La madre di Pantani è stata recentemente sentita in Procura. “Obiettivo dei genitori è mettere finalmente una parola definitiva, in un senso o in un altro, su questa morte soprattutto dopo che un soggetto, che forse qualcosa sapeva, ha dichiarato, davanti alla Commissione Antimafia, che Marco è stato ucciso”. E’ quanto dichiarato all’Adnkronos dall’avvocato Fiorenzo Alessi, nuovo legale della famiglia di Marco Pantani. “E’ difficile che, a distanza di tanti anni, ci possa essere una clamorosa novità, ma è anche vero che la procura sta indagando e ha deciso di ascoltare a lungo la mamma. Ora confidiamo che la procura svolga indagini attente e scrupolose”, ha concluso sottolineando che l’obiettivo della mamma Tonina è “mettersi il cuore in pace”.

A sollecitare la ripresa degli accertamenti è stata la commissione parlamentare antimafia, che ha inviato ai magistrati riminesi una relazione. Al vaglio c’e’ soprattutto l’audizione, in parte secretata, di Fabio Miradossa, il pusher che patteggiò nel 2005 una pena per spaccio legato alla morte di Pantani. “Marco e’ stato ucciso, l’ho conosciuto 5-6 mesi prima che morisse e di certo non mi e’ sembrata una persona che si voleva uccidere. Era perennemente alla ricerca della verità sui fatti di Madonna di Campiglio, ha sempre detto che non si era dopato”, le parole di Miradossa, a gennaio 2020.

Soddisfatto il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. “L’importante ed oneroso lavoro di audizioni svolto fino ad oggi dalla Commissione, anche attraverso il IV Comitato coordinato dal senatore Giovanni Endrizzi, aveva come obiettivo di approfondire i tanti elementi che ancora dopo vent’anni rimanevano opachi, soprattutto in relazione all’ipotesi di omicidio. Con la riapertura del fascicolo da parte della Procura della Repubblica di Rimini a seguito dell’invio dell’informativa inviata dalla Commissione dopo l’audizione di Fabio Miradossa, auspico che si possa giungere ad una conclusione dirimente, perché lo dobbiamo tanto alla famiglia di Pantani quanto alla memoria di un atleta fra i più celebrati dalla memoria popolare”.