Miccoli in carcere mortificato e confuso, parla il suo legale: “per noi la sentenza è ingiusta”

Fabrizio Miccoli ha trascorso la sua prima notte in carcere: le parole dell'avvocato dell'ex calciatore del Palermo condannato a 3 anni e 6 mesi

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Fabrizio Miccoli si è presentato in carcere ieri mattina, ancor prima di ricevere l’ordine di esecuzione, dopo la condanna definitiva di due giorni fa. L’ex calciatore dovrà scontare 3 anni e 6 mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso e ha trascorso quindi la sua prima notte in carcere.

La famiglia andrà a trovarlo tutte le volte che sarò possibile. Fabrizio è mortificato, disorientato, deluso. Rispetta la sentenza, ma non la condivide, non si sente responsabile dei fatti per cui è stato condannato. Lui ha sempre fatto del bene, anche a Palermo. Me lo ha ripetuto mentre eravamo in Cassazione: ama quella città, l’ha aiutata anche pochi mesi fa con una donazione importante per affrontare l’emergenza Covid“, ha raccontato alla rosea l’avvocato Savoia.

E mentre aspettavamo la sentenza mi ripeteva di aver chiesto scusa mille volte e in tutte le lingue per quella frase”, ha aggiunto il legale di Miccoli riferendosi all’intercettazione “ci vediamo sotto l’albero di quel fango“, riferendosi al magistrato antimafia Falcone, parlando con Mauro Lauricella, il figlio del boss della Kalsa Antonino.

Il 23 maggio 2012, al Barbera aveva anche organizzato una partita con i magistrati per ricordare Falcone, dove giocò anche Totti. Non è bastato. Ma quella frase alla fine non c’entra niente. L’accusa è di istigazione a recuperare un credito, ma Fabrizio ha solo tentato di aiutare un amico. E, quando ha capito che la cosa prendeva una brutta piega, ha mandato tre sms a Lauricella dicendogli di lasciar perdere, che la questione non gli interessava. Messaggi che sono a sentenza, ma che non sono stati valutati. Per noi la sentenza è ingiusta“, ha concluso l’avvocato.