Dall’attesa di ricevere il testimone al segreto della vittoria olimpica, Filippo Tortu svela: “non eravamo favoriti, ma poi è accaduta una cosa strana”

Filippo Tortu verso il 2022 tra ricordi e storiche imprese. il campione olimpico della 4x100 a 360 gradi

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Filippo Tortu a 200 all’ora. Il campione olimpico di Tokyo con la 4×100 azzurra, l’uomo che ha portato al traguardo il testimone italiano superando di un centesimo i britannici, torna ad Atletica TV e risponde alle tante domande arrivate dai tifosi di tutta Italia tramite Instagram.

Le Olimpiadi sono state delle montagne russe emotive – racconta il 23enne delle Fiamme Gialle, collegato insieme al giornalista Sky Nicola Roggero -. Ho vissuto emozioni forti e contrarie, con un’intensità che nulla ha a che fare con le mie esperienze precedenti. Anche se l’affetto dei tifosi è sconfinato, e lo abbiamo sentito forte e chiaro anche ai Giochi, una volta tornato a casa temevo di sentirmi appagato, svuotato. Invece mi sono scoperto ancora più determinato. L’oro olimpico mi ha sbloccato, mi ha fatto comprendere quali devono essere i miei obiettivi. Mi sono trovato addosso una gran fame agonistica, quella che si è vista anche nel 20.11 di Nairobi (lo scorso 18 settembre ndr)”.

Sull’impresa giapponese: “Pensavo la finale fosse alla nostra portata, con una posizione tra la terza e la quinta. Non eravamo favoriti o quotati per la vittoria. Poi è accaduta una cosa strana: stando insieme, chiacchierando fra noi, una battuta dopo l’altra abbiamo alimentato una convinzione, un fuoco che sono cresciuti col passare delle ore. E alla fine siamo entrati allo stadio pensando solo a vincere. Senza arroganza, eppure sicuri, pronti. Lo sapevamo”.

Sull’attesa di ricevere il testimone. “Quando sei in quarta frazione, vedi i tuoi compagni correre prima di te e sei coinvolto, vorresti urlare, però devi aspettare il tuo turno senza perdere la concentrazione. C’è il colpo di pistola, tutto accade molto velocemente, il testimone passa di mano e in un istante tocca a te. La 4×100 sublima l’idea di sport di squadra: il risultato è determinato in parti identiche da quattro atleti. A Tokyo sarebbe bastato che chiunque di noi perdesse un centesimo e ora non saremmo campioni olimpici”.

I 200? “Sono sempre stati nelle mie corde ma per vari motivi non sono mai riuscito a prepararli nel modo giusto. Ora lo voglio fare, la prossima stagione correrò entrambe le distanze. Nei 200 punto a una medaglia agli Europei di Monaco e alla finale ai Mondiali di Eugene”. Stuzzicato da Nicola Roggero, liste stagionali alla mano, è costretto ad alzare la posta sulla rassegna continentale: “So che posso fare determinate cose e di conseguenza devo pormi grandi obiettivi. Questo non significa che li realizzerò, che vincerò, ma il mio obiettivo deve essere quello. Devo allenarmi con in testa il massimo risultato”.