Valentino Rossi tra aneddoti e retroscena: la gara più bella, il passaggio in Yamaha e Ducati, gli avversari ed il futuro

Ultima gara in Italia per Valentino Rossi, a Misano. L'intervista con il pilota della MotoGp

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Ultima gara in Italia per Valentino Rossi, a Misano. Il campionato di MotoGp è ormai agli sgoccioli, così come la carriera del pilota. Speciale su Sky Sport in onore del classe 1979, tra passato, presente e futuro il Dottore si è raccontato.

Valentino Rossi: “mia mamma e mio padre sono speciali. Il mio segreto è il mix tra due persone così diverse. Mia mamma è seria ed educata, Graziano è invece un mezzo matto. Ho sempre avuto la passione per le moto, è stata una grande fortuna nella vita. Un difetto secondo Graziano? Dice che arrivo sempre in ritardo. Mi hanno dato sempre grandissima libertà e fiducia, tornavo tardi la sera, con il motorino da solo. Però non ho mai fatto particolari casini, mi sono meritato la fiducia. Ho sofferto un po’ la loro separazione, avevo 10 anni e litigavano sempre”. 

“Non è stato facile diventare famoso, soprattutto i primi anni. E’ bello partire, viaggiare in giro per il mondo. Fino al 2004 me la sono giocata di talento. Adesso devi essere un atleta vero. Una volta riuscivi a ritagliarti più spazio per il tempo libero, ti fermavi anche tre mesi. Adesso è difficile anche riposarti per due settimane di seguito. Non ero legato nemmeno nelle dichiarazioni, questo alla gente è piaciuto tantissimo. Adesso non puoi lasciarti andare, devi stare più attento durante le interviste. Peccato, era più bello prima”. 

“La 500 era il Top, sono contentissimo di aver vinto il Mondiale, speravo di continuare altri 20 anni ed è quello che è successo. Nei miei anni d’oro andavamo molto più lenti di adesso. Mi aspettavo di essere più competitivo quest’anno, non sono al top tecnicamente, la mia moto non è molto competitiva e probabilmente nemmeno io”.

Valentino Rossi
Foto di Danilo Di Giovanni / Ansa

“Avevo una buona percentuale alla Honda, ma sono diventato così famoso grazie al passaggio in Yamaha. E’ stata la svolta”. 

“La gara più bella è stata la prima con la Yamaha. Le vittorie non sono tutte uguali, sette-otto sono state di un altro livello. La Ducati è stata una scelta di cuore, ero arrabbiato con la Yamaha perché mi avevano messo Lorenzo, mi aspettavo più riconoscenza. Ho capito che sarebbe stato difficile già dalla prima volta, era una moto molto diversa. Poi non ero nemmeno in forma”. 

Sugli avversari: “mi hanno motivato tantissimo. Era diventata una cosa personale. Mi sono confrontato con due generazioni di campioni: da Capirossi a Biaggi, da Lorenzo, Stoner e Pedrosa. E’ stato bello dividere la pista con loro”.

“Sto bene, mi sento bene. Fino al 2019 era preoccupato di smettere. Sono contento di rimanere un pilota e di correre con le macchine”.