Battigol, la nuova vita di Davide Moscardelli: la barba, il tatuaggio per De Rossi ed il sogno (realizzato) di giocare con Totti

La nuova vita di Davide Moscardelli, i retroscena e gli aneddoti sul calciatore diventato famoso per la sua barba

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Davide Moscardelli è stato un buon calciatore, ma nelle ultime stagioni è diventato un vero e proprio idolo. Il motivo? La sua barba lunghissima. E’ nato in Belgio, a Mons. E’ tornato in Italia, a Roma e ha iniziato a muovere i primi passi da calciatore. E’ sposato con Guendalina, dalla quale ha avuto due figli. E’ stato un attaccante forte fisicamente e bravo nel gioco aereo, anche in acrobazia. L’esordio è stato con la maglia della Maccarese, poi tanta gavetta con Guidonia Villanova, Sangiovannese, Triestina, Rimini, Cesena e Piacenza. La prima grande occasione si registra con il Chievo, si mette in mostra e viene chiamato dal Bologna. Chiude la carriera con Lecce, Arezzo e Pisa. Il 29 agosto 2020 ha annunciato l’addio al calcio giocato e l’ingresso nello staff tecnico proprio del Pisa. E’ stato soprannominato Battigol, in onore del suo idolo Batistuta.

La barba e i tatuaggi

Moscardelli
Foto Instagram

Davide Moscardelli è riuscito a far innamorare i tifosi e tanti appassionati di calcio per le sue qualità tecniche e umane ma soprattutto per la sua… barba lunghissima. In una recente intervista a ‘Gianluca Di Marzio’ Moscardelli aveva dichiarato: “la storia della barba è iniziata per gioco e anche perché non avevo voglia di farmela. Ricordo che l’ultimo periodo al Chievo avevo fatto una sorta di scommessa con me stesso, visto che si era appena aperta la possibilità di andare al Bologna a gennaio: se la trattativa si fosse chiusa l’avrei tagliata”. Moscardelli si taglia la barba: “ma alla fine me la sono fatta ricrescere: tutti contenti: i tifosi, mia moglie e i miei figli”. Mosca è famoso anche per i tanti tatuaggi: “c’è un rosario che rappresenta mia madre, che è molto religiosa; una pergamena aeronautica, per mio padre e mio fratello, che sono militari; mia moglie; la data del mio debutto in A; un dado, che è il mio soprannome; un boccale di birra, perché quella guai se manca; la bandiera dell’Italia e quella del Belgio”Un tatuaggio è stato realizzato in onore di De Rossi: “con lui ho un rapporto normale, non lo conosco benissimo, ma sa che stima ho nei suoi confronti, sa che sono romanista come lui e quelle poche volte che ci siamo incontrati abbiamo avuto sempre affetto reciproco. Il tatuaggio l’ho fatto quando non gli hanno rinnovato il contratto con la Roma, era una idea che avevo da molto. So che gli ha fatto piacere, anche se mi ha dato del matto”. Il calciatore è diventato un vero e proprio idolo social. E’ stato protagonista di diversi siparietti: durante il lockdown ha imitato Sandra e Raimondo con il tormentone: “che barba, che noia”. Poi l’impresa della “Bottle Cap Challenge”: riuscì a stappare la birra con la barba, superando 350mila visualizzazioni sui social.

Altri retroscena e la vita

Davide Moscardelli è tornato a parlare e intervistato da ‘Il Posticipo’ ha svelato nuovi dettagli interessanti: “Mi manca il calcio, ma è una cosa normale. Ho scelto di smettere, era arrivata l’età giusta per dire basta. Ci sono passati tutti, adesso è toccato a me. Andiamo avanti”. Su Rimini-Juventus del 2006, dopo la retrocessione in Serie B dei bianconeri: “Al nostro ingresso in campo lo stadio era tutto pieno. Quel giorno ho rosicato tantissimo perché partivo dalla panchina. Era una partita attesissima. Ero arrabbiato e dispiaciuto perché volevo giocare. Molti miei amici di Roma volevano vedere la prima partita della Juve in B. Abbiamo strappato un bel pari”.

Moscardelli
Foto Instagram

Poi nuovi retroscena sulla barba: “All’inizio me la sono fatta crescere per caso. Un fotografo al Chievo mi aveva fatto i complimenti per la barba così l’ho fatta crescere ancora. Nel mercato di gennaio il Bologna di Pioli mi voleva così ho fatto un fioretto: non l’avrei tagliata finché non mi sarei trasferito. Il direttore sportivo del Bologna sapeva del mio fioretto: al mio arrivo mi ha detto di tagliarla, sennò avrebbe portato male. L’ho fatto prima della partita in casa del Pescara, sono sceso in campo senza barba. Il giorno dopo sui social alcuni mi hanno chiesto perché non avessi più la barba. Ho raccontato del fioretto promettendo che sarebbe ricresciuta. Non taglio la barba completamente da otto anni, dal 2 febbraio 2013: quando l’ho fatto ero un’altra persona, un ragazzo. L’ho fatta crescere perché mi andava, non volevo imitare nessuno, sono stati gli altri ad imitare me”.

Cosa fa adesso Moscardelli? “Al lunedì sera gioco nella squadra di calciotto di Totti. Questo sogno si è avverato: non ho giocato con Francesco alla Roma, lo sto facendo adesso. È un altro traguardo raggiunto”. 

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