Orsato su Juventus-Roma: “il vantaggio sul rigore non si dà mai”, ma non è così. Cosa dice il regolamento

Continuano le polemiche sull'episodio del rigore in Juventus-Roma, cosa dice il regolamento

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La partita dell’ottava giornata del campionato di Serie A tra Juventus e Roma ha fornito importanti indicazioni per le zone alte della classifica: la squadra di Massimiliano Allegri è in grande forma ed è tornata pienamente in corsa per la vittoria dello scudetto. E’ arrivata la quarta vittoria consecutiva e l’attesa è già altissima in vista del big match contro l’Inter. La sfida contro i giallorossi si è conclusa sul risultato di 1-0, il gol decisivo è arrivato con un colpo di testa di Kean. Il rendimento della Roma nelle ultime partite è stato altalenante, ma la squadra è in grado di togliersi tante soddisfazioni. Non sono mancate le polemiche per un episodio che si è verificato nel primo tempo. I giallorossi vanno in gol con Abraham, ma precedentemente Orsato aveva fischiato un calcio di rigore per un contatto tra Szczesny e Mkhitaryan. L’arbitro non concede il vantaggio, ma fischia il rigore, poi sbagliato da Veretout.

Ma andiamo con ordine. Un episodio da valutare è anche il fuorigioco di Mkhitaryan: il passaggio di Abraham è deviato da Danilo, non si tratta di un tocco fortuito e quindi deve essere considerata una giocata. Non è quindi fuorigioco dell’armeno. E’ una situazione simile a quella vista nella finale di Nations League tra Spagna e Francia. Nel sottopassaggio l’arbitro Orsato ha spiegato a Cristante: “sul rigore il vantaggio non si dà mai”. Ma non è così.

Cosa dice il regolamento

OrsatoIl concetto di vantaggio viene specificato tra i poteri e i doveri di un arbitro. “Consente che il gioco prosegua quando un’infrazione viene commessa e la squadra avversaria del colpevole trarrà beneficio dal vantaggio e sanziona l’infrazione se il vantaggio previsto non si concretizza nell’immediatezza o entro pochi secondi”. Nella guida pratica vengono svelati nuovi dettagli: “l’arbitro deve lasciar proseguire il gioco in presenza di un’infrazione, nei casi evidenti in cui ritiene che interrompendolo risulterebbe avvantaggiata la squadra che ha commesso l’infrazione stessa. Qualora il presunto vantaggio non si concretizzi nell’immediatezza (entro 1-2 secondi), l’arbitro interromperà il gioco e punirà l’infrazione iniziale. Sia che interrompa il gioco o no, l’arbitro, se necessario, dovrà comunque assumere l’eventuale sanzione disciplinare del caso”.

Non c’è alcun riferimento al calcio di rigore, ma la regola viene approfondita a pagina 93: “se l’arbitro applica il vantaggio per un’infrazione per la quale un’ammonizione o un’espulsione sarebbe stata comminata se avesse interrotto il gioco, questa ammonizione o espulsione deve essere notificata alla prima interruzione di gioco. Tuttavia, se l’infrazione consisteva nel negare alla squadra avversaria un’evidente opportunità di segnare una rete, il calciatore sarà ammonito per comportamento antisportivo; se l’infrazione consisteva nell’interferire con o interrompere una promettente azione d’attacco, il calciatore non sarà ammonito. Il vantaggio non deve essere applicato in situazioni concernenti un grave fallo di gioco, una condotta violenta o un’infrazione che comporta una seconda ammonizione, a meno che non ci sia una chiara opportunità di segnare una rete. In questo caso, l’arbitro dovrà espellere il calciatore alla prima interruzione. Se, però, il calciatore gioca il pallone o contrasta / interferisce con un avversario, l’arbitro interromperà il gioco, espellerà il calciatore e assegnerà un calcio di punizione indiretto, a meno che il calciatore commetta un’infrazione più grave”.

Nelle altre indicazioni sono indicate informazioni aggiuntive che prendono in esempio il caso di Juventus-Roma: “nel decidere se applicare il vantaggio o interrompere il gioco”, va considerata “la posizione in cui è stata commessa l’infrazione”, perché “quanto più vicina è alla porta avversaria, tanto più efficace può essere il vantaggio”. 

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