Federica Cesarini e Valentina Rodini sbottano: “oro a Tokyo, ma niente sponsor”, poi il dietrofront

Federica Cesarini e Valentina Rodini non le mandano a dire: lo sfogo dopo le Olimpiadi di Tokyo

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Federica Cesarini e Valentina Rodini sono salite alla ribalta per essere diventate campionesse olimpiche di canottaggio, nel doppio pesi leggeri femminile. Adesso si sono lasciate andare ad uno sfogo durissimo. Federica Cesarini, in una storia su Instagram sbotta: “Basta. È da quando ho preso la medaglia che voglio dire questa cosa. Mi sembra assurdo che con una medaglia d’oro olimpica non si riesca ad ottenere qualche sponsorizzazione. Mi sembra assurdo che queste sponsorizzazioni vadano ad altre persone con meno risultati sportivi, e perché? Perché praticano uno sport con maggiore visibilità. Mi sono rotta il ca**o. Facciamo uno degli sport, se non lo sport, più faticoso del mondo. Mi alleno 13/15 volte a settimana con sedute di almeno 2 ore e 30. Credevo che il problema fosse il mancato risultato, credevo fosse quello il problema, ma no”.

“Ma avete guardato la nostra gara? O meglio le gare di canottaggio (che ripeto non è la canoa e non vado in canoa), le trovo a dir poco spettacolari , guardatevi qualche replica e poi fatemi sapere se è uno sport che non fa numeri”. 

Valentina Rodini ha poi aggiunto: “Siamo rimaste più di una sera a parlarne, anche fino all’una. Accettare le parole che ci vengono dette non è facile. E forse è il momento per non farlo. Perché le gare di canottaggio vengono coperte dalla Rai solo per due ore su tre giorni di regate? Perché durante le interviste ci chiedono di “portar pazienza” se sbagliano dicendo “canoa” o sbagliano i nostri nomi (e non intendo confonderci fra me e Fede ma proprio nomi diversi dai nostri)? Iniziamo a dare le giuste informazioni e uno spazio più ampio a questo sport. Sarà poi la gente a giudicare se le nostre gare danno così poche emozioni”.

Poi il dietrofront: “Eccoci qui a chiarire quello che con tanto scalpore è stato scritto. Ho voluto richiamare l’attenzione di chi mi segue usando toni accesi, perché amo il mio sport a cui mi dedico con energia e passione. Quello che mi auguro è che si smetta di parlare di sport minori, che sia concessa l’opportunità della giusta visibilità e che sia lasciato al grande pubblico il giudizio su quanto questo mio sport possa essere travolgente. Spero che sempre più persone possano rivolgere lo sguardo a chi come me mette sudore e cuore in quello che fa! W il canottaggio e W lo sport”.